Rudy Francia.
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LO SQUALO ASSASSINO.
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1999. Tascabili La spiga, MILANO.
COLLEZIONE LIBRERIA DEI RAGAZZI.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Lo Squalo Assassino. Sembra impossibile, eppure l'unica spiegazione plausibile per i tanti incidenti avvenuti nell'incantevole scenario ligure  la presenza di uno Squalo Tigre. La caccia disperata da parte della Protezione Civile  contrastata da un gruppo di ecologisti, allertati dal dottor Fiocchi. Cosa riserver il destino al terribile predone, divenuto la doppia preda di due donne, le quali si fronteggiano con l'unico obiettivo della sua cattura? Riusciranno i cacciatori assoldati dal governo italiano a uccidere lo squalo, oppure prevarr la tenacia del dottore nel tentativo di liberare in modo non violento il Tigullio dalla sua minaccia?
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ANTEFATTO.
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Acquario di Genova, 15 01 1998.
Tutto era pronto per l'operazione.
Il cambio totale dell'acqua delle vasche avveniva a rotazione e questo mese era il turno del bacino dei temibili squali tigre.
Nulla era lasciato al caso. Infatti era stata studiata una complicata struttura di tubazioni, filtri e protezioni metalliche per consentire lo svolgimento delle operazioni senza correre il rischio di danneggiare gli ecosistemi(1) ricreati all'interno delle vasche e, soprattutto, per evitare di perdere qualche esemplare attraverso il complesso sistema di pompaggio. In particolare, per questa vasca, gli ingegneri marini incaricati della progettazione si erano prefissi di ottenere un ricambio veloce, pratico e, soprattutto, molto sicuro.
La condotta di scarico era praticamente disseminata di griglie in creusabro, un acciaio particolarmente resistente all'azione erosiva dell'acqua salata, appositamente dimensionate sulle misure medie di uno squaletto di almeno venti giorni (il tempo minimo durante il quale i nascituri venivano trattenuti in osservazione) e posizionate in modo tale da non permettere agli stessi di penetrare nel sistema di riciclo.
Marco Picini, il responsabile della squadra addetta alla manutenzione della vasca degli squali tigre, era comunque preoccupato, dato che ben due esemplari erano morti a pochi giorni dal parto; proprio per questo aveva interpellato il dottor Massimo Fiocchi, uno dei veterinari dell'Acquario.
Questi lo aveva rassicurato, in quanto era certo che nessuna delle due bestie avrebbe partorito entro quella settimana. Picini autorizz allora l'operazione e la conferm ai suoi uomini per la mattina successiva.
Durante la notte, per, un imprevisto modific il corso naturale degli eventi: uno dei due animali sub una grave emorragia interna e partor prematuramente un solo squaletto.
La mattina dopo, quando iniziarono le operazioni per il trasferimento degli animali in una vasca adiacente, il piccolo neonato sguazzava tra le rocce, tranquillo e indisturbato.
La violenza del risucchio causato dallo svuotamento improvviso dell'acqua lo costrinse a insinuarsi fra le maglie delle griglie in creusabro, portandolo all'interno del sistema di filtraggio che, dopo aver fatto decantare le acque, avrebbe provveduto automaticamente a svuotarle nel mare Mediterraneo.

16 01 1998.
Non  possibile! - tuon il dottor Fiocchi. - Non  assolutamente possibile. Non vorrete farmi credere che nessuno se n' accorto!!
Dottore, lei stesso mi aveva dato il via libera per lo svuotamento... come potevo prevedere che... rispose Picini.
Hai ragione Marco! - riprese Fiocchi. -  stato un parto assolutamente imprevedibile... speriamo solo che non sia sopravvissuto, in fin dei conti aveva meno di ventiquattrore...
Dobbiamo fare rapporto, dottore? chiese ancora Picini.
No, lasciamo stare, sarebbe inutile. Non farne parola con nessuno, Marco, mi raccomando... speriamo solo che... non ci voglio nemmeno pensare! concluse Fiocchi

Note.
1. Ecosistemi: un ecosistema  l'insieme degli esseri viventi, dell'ambiente e delle condizioni fisico-climatiche die, in uno spazio limitato, sono legati tra loro.


1.
LA SCOPERTA.

1.
Rapallo, 21 04 1998.
Le operazioni di allestimento dei bagni per la stagione erano in pieno svolgimento.
Il bar era quasi completato, la sabbia era stata reintegrata, vagliata e accuratamente ripulita, mancavano solamente il montaggio delle cabine verso la passeggiata e la posa di ombrelloni e sdraio.
Claudio Mancini, il direttore dei bagni, stava riflettendo sull'installazione degli spogliatoi.
Si trattava di un giovane attorno ai trent'anni, alto, slanciato e, a giudizio delle mammine che d'estate frequentavano i suoi bagni, molto carino.
Era preso dai suoi pensieri quando venne avvicinato da un ragazzino.
Signore, signore, guardi l! - gli url il bimbo nelle orecchie, - c' uno squalo vicino al pontile!
Non  possibile, piccolo - gli rispose bonariamente Claudio, - non ci sono squali nel Mediterraneo, e soprattutto nel nostro piccolo golfo.
Il ragazzo insistette e, preso Claudio per la maglietta, lo trascin verso il mare.
Le dico che l'ho visto! - continu, - Era l, proprio vicino a quel barcone.
Quello  un Primero - spieg Mancini, - uno di quei motoscafi che trasportano i turisti in giro per il Tigullio da Portofino a Sestri Levante. Ti ripeto che non  Possibile che tu abbia visto uno squalo, probabilmente era il riflesso di un'onda.
Il ragazzino, per nulla convinto, si allontan in direzione del ponticello sul Boate, il fiume che taglia in due Rapallo, in direzione del porto turistico.
Claudio lo segu con lo sguardo, sorridendo. Gli piacevano molto i bambini; anche per questo aveva accettato la direzione dello stabilimento, cos da poter restare in contatto con molti amici della sua giovent e aiutarli a trascorrere una piacevole estate con le loro famiglie.
Claudio, non ti sembra che sarebbe ora di dare una mano, invece di guardarti in giro? Una voce lo scosse dai suoi pensieri. Certo, Paolo, arrivo subito. Era Paolo, il suo secondo.
Mi  successa una cosa strana - gli disse Claudio, - vedi quel bimbo sulla scala del ponte?  convinto di aver visto uno squalo vicino all'imbarcadero per Portofino.
Figurati, qui da noi  tanto se si riesce a vedere qualche sarago! gli rispose Paolo.
Hai ragione, Paolo, non pensiamoci pi concluse Mancini.

2.
Largo di S. Fruttuoso, 12 05 1998.
Il panorama era fantastico. Voltandosi verso la poppa
del piccolo natante, si godeva di una vista mozzafiato.
L'incantevole paesino si stagliava tra le rocce del piccolo golfo, con le sue casette colorate, tra le quali si stagliava il campanile della chiesetta, arroccata sulla montagna. Tutto attorno si intravedevano le ville sette-ottocentesche, arroccate in mezzo alla vegetazione, sulle immense scogliere a strapiombo sul mare cristallino.
 stupendo vero, Elena? chiese Antonio, sul gommone che li stava portando verso il punto preciso dell'immersione che gli avrebbe consentito di ammirare finalmente il famoso Cristo degli Abissi, al largo della bella cittadina ligure.
Certo caro, non immaginavo che fosse cos bello! rispose la moglie.
Erano partiti solo quattro giorni prima dal loro borgo nelle Marche, per il viaggio di nozze che li avrebbe portati in giro per tutta la Liguria, con una puntatina anche a Montecarlo.
Arrivati alla boa di segnalazione, che era stata indicata loro, Antonio controll per l'ennesima volta la propria attrezzatura.
Gi indossava la tuta termica da quattro millimetri, adatta al clima non propriamente estivo; si infil i calzari e i guanti, poi allacci il jacket(2) con la bombola alla quale colleg l'erogatore, verificandone ulteriormente il funzionamento.
Elena, per favore, passami le pinne e la maschera chiese alla moglie.
Eccole, amore - disse Elena, - mi raccomando, non stare sotto troppo a lungo.
Tranquilla cara! - rispose il marito. - So che non dovrei immergermi da solo, ma non ho trovato nessuno che mi accompagnasse e, dato che domani partiamo per Sanremo, non potevo certo rinunciare a vedere questa meraviglia e fargli qualche foto! - cerc di tranquillizzarla il marito. - Tu pensa a prendere un po' di sole, se non vuoi che i nostri amici pensino che non siamo mai usciti dall'albergo!
Sorridendo per la battuta calz le pinne, controll per l'ultima volta maschera, boccaglio ed erogatore e, con il classico tuffo rovesciato dal bordo dell'imbarcazione, si lanci nel mare. Appena immerso lasci che l'acqua si infiltrasse nella muta, permettendo cos al suo organismo di acclimatarsi; fece qualche capriola in superficie per verificare che tutto fosse a posto e poi si diresse verso il fondo.
Il mare era, incredibile a dirsi, ancora pi bello di quanto non sembrasse dalla superficie e, dato che la stupenda giornata di sole favoriva notevolmente la visibilit, Antonio non accese la lampada che aveva prudentemente portato con s.
Era circondato da un branco di pesciolini molto piccoli e colorati che non conosceva e, poco lontano, vide alcune cernie, bellissime, con i loro riflessi verde smeraldo e con le loro pinne caudali chiazzate di rosso.
Poco pi avanti, quando gi cominciava a intravedere la sagoma della statua, rimase di sasso: non capitava spesso di vedere nei nostri mari, soprattutto in quel periodo, un pesce luna di quelle dimensioni.
Immediatamente port la mano destra alla macchina fotografica e armeggi goffamente, cercando di fare pi in fretta possibile, per evitare che gli scappasse una "preda" del genere.
Ma il grosso pesce ("Deve essere quasi due metri - pens concitatamente Antonio, - certamente uno dei pi grossi in giro per il Mediterraneo") pareva non avere nessuna intenzione di sfuggirgli: il corpo tondeggiante e compresso, rivestito di cute grigia e ruvida, la bocca piccola, con la dentatura a forma di becco, le caudali opposte.
Antonio riusciva a vedere perfettamente tutti questi particolari che rendono unico questo gigante del mare, quasi che rimanesse in posa per essere ritratto.
Tuttavia, appena Antonio fu pronto a scattare, il magnifico esemplare fugg con un colpo di coda, velocissimo.
"Accidenti, ero pronto! - esclam Antonio. - Ancora un solo secondo ed avrei scattato una foto da far schiattare d'invidia gli amici dello scuba club!"
A questo punto colse con la coda dell'occhio un movimento brunastro alla sua destra.
Si volt e vide, o credette di vedere, passare a pochi
metri da lui un pesce porco, uno squaliforme poco pericoloso, solitamente non pi lungo di un metro, che vive normalmente sui fondali melmosi.
"Strano - pens, - il porco di solito non si alza mai dal fondo! Ecco chi ha spaventato quello splendido luna!"
Stava per riprendere la marcia verso il Cristo degli Abissi, quando quello che lui aveva erroneamente scambiato per un Porco si avvicin.
Nel momento in cui riconobbe lo squalo tigre cap che non avrebbe avuto scampo, nonostante tutto tent una fuga disperata, nuotando come un pazzo verso la superficie e cercando di capire dove si trovasse il gommone.
Non fece neppure in tempo a domandarsi cosa ci facesse un tigre nel Mediterraneo.
Quando si sent afferrare e trascinare verso il basso, riusc solamente a pensare: "Elena, Elena, amore mio, addio... !".
Il dolore fu immenso, sent le carni di entrambe le gambe strapparsi sotto i morsi della belva, credette addirittura di sentire il rumore delle proprie ossa che si spezzavano, quando il tigre gli strapp gli arti inferiori.
Era purtroppo ancora cosciente quando lo squalo, con la bocca spalancata, lo afferr per il tronco e lo inghiott.
Elena si trovava a poco pi di cinquanta metri di distanza, distesa sul gommone a prendere il sole, guardando continuamente l'orologio, in attesa del ritorno del marito.
Dopo un po' di tempo, Elena si decise a chiamare con il proprio cellulare il diving club presso il quale avevano noleggiato gommone e attrezzatura.
Pochissimi minuti dopo arrivarono tre sommozzatori, che si immersero immediatamente alla ricerca di Antonio.
Non trovarono nulla, a parte la bombola strappata dal jacket, l'erogatore ancora aperto e la macchina fotografica, adagiati sul fondo, poco lontano dalla statua.
Terminate le ricerche, ritornarono a riva e chiamarono la guardia costiera, dato che S. Fruttuoso  raggiungibile solo via mare.
Elena fu trasportata d'urgenza all'ospedale di Rapallo in stato di shock, mentre i tre ragazzi che avevano partecipato alle ricerche vennero accompagnati al commissariato per le prime dichiarazioni.
Se fossimo nel Pacifico - concluse il ragazzo che aveva ritrovato la bombola, dopo aver descritto quanto accaduto, - si potrebbe trattare dell'attacco di uno squalo, ma qui da noi...
Allora cosa pensate che gli sia capitato? chiese il comandante della polizia portuale del Tigullio, Raimondo Canepa.
Sicuramente si  impigliato con il tubo in uno scoglio e, preso dal terrore, si  strappato la bombola dal jacket e non  pi riuscito a risalire la corrente, che in quel punto  molto forte.
Per qualche giorno continuarono le ricerche del corpo, finch quella tragedia fin nel dimenticatoio, come tutti gli incidenti che avvengono al largo delle coste della Liguria.

Note.
2. Jacket: giubbotto, collegato alle bombole, dotato di un intercapedinegonfiabile in grado di stabilizzare il sub sott'acqua.

3.
S. Margherita Ligure, 05 07 1998.
La vita si svolgeva in tutta tranquillit, come tutte le estati
passate.
Durante il giorno i turisti si accalcavano sulle spiaggette pubbliche, negli stabilimenti privati e sugli scogli lungo la costa, e la sera affollavano i locali della zona, dall'esclusiva piazzetta di Portofino sino alla interminabile e caratteristica passeggiata a mare di Sestri, interrotta nella sua estensione da un promontorio sul quale era stato eretto il castello, a difesa della cittadina.
Mario Nesti, titolare con il fratello Carlo dei bagni Paradiso, era abbastanza soddisfatto dell'andamento degli affari.
Carlo, come vanno le prenotazioni per l'anno prossimo? chiese al fratello.
Stai calmo fratellone, siamo solo a met luglio e gi ti preoccupi per la prossima estate. Non forziamo la mano ai nostri clienti, lasciamo che si divertano, poi vedrai che le prenotazioni fioccheranno! rispose Carlo, come al solito pi ottimista del fratello.
Mario, il maggiore e pi posato dei fratelli Nesti, quarta generazione della famiglia a occuparsi dello stabilimento balneare, curava principalmente la gestione della societ, occupandosi con la moglie Daria del bar della spiaggia e del personale addetto ai bagnanti, mentre Carlo, pi giovane ed esuberante, sicuramente anche pi scaltro negli affari, si interessava di prenotazioni, di pubbliche relazioni e di incassi.
Anzi, Carlo amava molto maneggiare soldi e le sue passioni erano le auto sportive, i casino' e le belle donne.
Mario accettava questa situazione, riconoscendo a suo fratello uno spiccato senso per gli affari, a patto che Carlo non sperperasse gli incassi della societ.
Siamo a met luglio e non abbiamo ancora prenotazioni per l'anno prossimo ripet Mario.
Ti ho gi detto che non ti devi preoccupare! rispose acido il fratellino. - Fino alla fine del mese non ci lascer nessuno e per allora vedrai che almeno tre quarti dei nostri attuali clienti avranno confermato per l'estate Prossima! -
Detto questo, lasci lo stabilimento e sal a bordo della sua MG cabriolet verde metallizzato.
Mario, nonostante le rassicurazioni del fratello, non era tranquillo e, passando di fronte al bancone del bar, venne fermato dalla moglie, una splendida mulatta caraibica, conosciuta durante la sua permanenza per undici anni sull'isola St. Kitts e Nevis, quando gestiva il bar di un grande albergo inglese, prima di rientrare in Italia per subentrare ai genitori, ormai anziani.
Mario, che c'? Hai di nuovo litigato con Carlo? gli chiese.
No, Daria,  stata solamente una piccola discussione... rispose.
Come al solito per le prenotazioni del prossimo anno, vero? - intu la moglie. - Sai bene che per queste cose tuo fratello  imbattibile, non ti preoccupare.
Lo so, ma vorrei che si desse un po' pi da fare per la ditta, ecco tutto! spieg Mario.
Lascia perdere, lo sai come  fatto, se ti garantisce che l'anno prossimo avremo i nostri clienti, vedrai che li avremo veramente! lo rassicur la moglie.
Io vorrei solo che si responsabilizzasse un poco, non pu lasciare tutto il lavoro sulle mie spalle... ma... guarda! Che sta succedendo laggi? chiese Mario allarmato.
Dove? chiese Daria spaventata.
L in fondo, sul bagnasciuga della spiaggetta libera... vado a vedere! esclam l'uomo.
Mario corse immediatamente sulla spiaggetta adiacente il loro stabilimento e, arrivato, quello che ud lo raggel:
... eravamo al largo, verso Paraggi, quando la mia amica si  tuffata dal pattino e da allora non l'abbiamo pi rivista! - diceva sconvolto un ragazzo sui diciassette anni. - Tutto quello che sono riuscito a vedere  stato un ribollire dell'acqua nella zona in cui si era tuffata... e... poi... poi pi niente!
Ho cercato di chiamare aiuto con il cellulare, ma
nell'agitazione del momento mi deve essere caduto in mare! Dovete correre, dovete correre immediatamente a cercarla! Salvatela!.
Mario torn di corsa al bar e, visibilmente sconvolto, disse alla moglie:
Daria, chiamami Carlo, cercalo sul telefonino, deve tornare qui immediatamente!.
Cos' successo, amore? chiese la moglie.
 successo che, se ho capito bene, e spero di sbagliare, le prenotazioni per l'anno prossimo ce le sogniamo! disse Mario disperato.
Cosa dici, Mario, che  successo, spiegati meglio! insistette la moglie.
Stai zitta! - le raccomand il marito. - Non parlarne con nessuno, ma sono convinto che si tratti di uno squalo!
No! Non  possibile... uno squalo in Liguria, nel Tigullio... esclam Daria incredula.
Quando avrai rintracciato Carlo, digli che voglio parlare al pi presto con quel suo amico di Genova... quel dottor Fiocchi! concluse Mario.

4.
Erano circa le quattro del mattino quando Carlo e Mario Nesti riuscirono a mettersi in contatto con il dottor Fiocchi.
Finalmente ti trovo, Massimo - disse al telefono Carlo, - abbiamo un problema piuttosto grosso qui a Santa, credo proprio che avremo bisogno di te.
Di me...? Cosa pu fare un povero veterinario per due facoltosi imprenditori della riviera? Dovrei forse visitare qualcuna delle vostre pescioline chiese Fiocchi.
Massimo... non c' niente da ridere, nel Tigullio abbiamo un ospite indesiderato, a quanto dice mio
fratello. Sai, lui ha vissuto per undici anni nelle Antille, quindi certe cose le conosce bene.
Antille...? Ospite indesiderato...? - chiese Fiocchi inquieto. - Non mi dire che pensate che ci sia uno... , no, non ci posso credere!
 proprio cos... mio fratello  convinto che ci sia uno squalo! esclam Carlo.
Parto immediatamente... non fatene parola con nessuno... dove vi trovo tra circa... vediamo... un'ora, un'ora e mezza?
Vieni a Rapallo! Conosci quel pub in via Mazzini, quello vicino all'edicola? Noi ti aspettiamo l conferm Carlo.
Tutto chiaro. Preparatevi ad ascoltare una storia molto, molto brutta!

5.
I fratelli Nesti rimasero ammutoliti di fronte al veterinario. Si aspettavano probabilmente di essere presi in giro, ma il viso del dottore era serio, forse fin troppo. Allora si rivolsero verso il possente accompagnatore di Massimo, un gigante biondo che non conoscevano, con la faccia pi cattiva che i due fratelli avessero mai visto.
Mi spiace - esord lo sconosciuto, con una voce che era l'esatto completamento del personaggio che si trovavano di fronte, - ma tutto quello che avete ascoltato  assolutamente vero!
A un tratto il suo viso truce si apr in un sorriso:
Piacere, io sono Marco Picini, un collaboratore di Massimo.
Il primo a riaversi dallo shock fu Carlo. Ma allora ha ragione mio fratello, c' veramente uno squalo che si aggira per il nostro mare!
S, ha ragione Mario - intervenne allora Fiocchi, -
purtroppo non ci  stato possibile controllare la nascita di quel piccolo mostro e i sistemi di filtraggio degli impianti non hanno mai contemplato la presenza nelle vasche di squali inferiori ai venti-trenta giorni, quindi...
Quindi vi siete dimostrati una manica di incompetenti, caro il mio superuomo di mare! esplose Mario, aggredendo il povero dottore.
Mario calmati, non  il momento di litigare! - url il fratello, trattenendolo per una spalla. - Piuttosto dobbiamo trovare il modo di abbattere quella bestia prima che faccia altri danni, prima che uccida altre persone!
Il medico genovese non si scompose di fronte a quelle dure critiche, del resto non poteva essere diversamente.
Basso, poco pi di un metro e sessanta, i lunghi capelli neri pettinati all'indietro, i penetranti occhi azzurri sempre attenti a ogni piccolo particolare, Massimo Fiocchi era una persona molto sveglia.
Carlo, se possibile, io vorrei cercare di catturarlo senza ucciderlo, potrebbe essere molto utile ai miei studi vedere come si  adattato ad un mondo completamente differente da quello in cui hanno sempre vissuto i suoi simili... sai, la temperatura, la densit salina dell'acqua, la morfologia stessa dei fondali e delle coste qui sono decisamente diverse rispetto ai mari solitamente abitati da questi animali...
Ma che stupidaggini stai dicendo!! - lo aggred nuovamente Mario, - qui stiamo parlando di uno squalo libero, per giunta a due passi dalle coste della Liguria, non di un pesce rosso d'acquario!
Proprio per questo dobbiamo cercare di catturarlo vivo! - inizi a spiegare Fiocchi. - Non capisci, Mario, che una situazione del genere non  mai capitata a nessuno, nessuno studioso ha mai avuto la possibilit di effettuare studi su di uno squalo nato in cattivit e poi
vissuto al di fuori del suo ambiente naturale...  troppo importante perch io possa rinunciarvi!
E come pensi di riuscirci? - intervenne Carlo, - non possiamo certo metterci a cercare uno squalo con una reticella per i gamberetti...
Conosco un gruppo di animalisti che fa parte di una ramificazione italiana di A.L.F.(3), loro ci potranno certamente aiutare dichiar Fiocchi.
Ma A.L.F.  fuorilegge, come possiamo appoggiarci a loro? chiese Carlo.
L'importante  che nessuno venga a sapere dello squalo, poi il modo per intervenire lo troveranno loro, stanne certo! rispose Massimo.
Per il momento nessuno si  accorto della presenza del nostro amico, ma, se gli incidenti continueranno, e sono certo che andr cos, prima o poi a qualcuno verr pur il sospetto, soprattutto se cominceranno a ritrovare i resti delle vittime... disse Carlo.
Ma voi state scherzando,non potete pensare di cercare uno squalo qui da noi senza avvertire le autorit! Pensate a quello che potrebbe succedere nel frattempo... - esclam adirato Mario. - Prima che i vostri delinquentelli di A.L.F. riescano a organizzarsi quello ammazzer ancora, e ancora, e ancora.
Stai tranquillo, Mario - lo interruppe il dottore. -prima di tutto non sono delinquenti, ogni tanto devono 
adattarsi a fare cose che sono contrarie alla legge, ma 
solo per salvare migliaia di animali... inoltre, mi basta una telefonata e domattina avremo qui qualcuno che
inizier immediatamente le ricerche.
A ogni modo lo squalo continuer a uccidere e
prima o poi verr individuato e abbattuto... ripreseMario.
Prima dovranno capire che si tratta di uno squalo, poi organizzare le ricerche, e vi assicuro che non sar facile, perch in Italia non ci sono cacciatori di squali abbastanza in gamba per il nostro amico e infine localizzarlo; nel frattempo io spero che l'avremo gi individuato e catturato noi. Insistette Fiocchi. 

6. 
Il mattino immediatamente successivo alla loro riunione notturna, Massimo Fiocchi, insieme a Carlo Nesti, Picini e Laura Montini, la rappresentante di A.L.F. che li aveva raggiunti nel giro di poche ore, si trovavano sul motoscafo dei fratelli Nesti, al largo della costa nei dintorni di Paraggi.
Carlo chiuse il giornale che stava leggendo e, con aria baldanzosa, disse:
Allora, ragazzi, oramai il nostro amico ha le ore contate, quindi tutto quello che dobbiamo fare  aspettare che le squadre di ricognizione ottengano qualcherisultato.
Nel frattempo, stavano arrivando dall'oceano Indiano due navi, appartenenti ad A.L.F., equipaggiate con batiscafi da alta profondit e gabbie per l'osservazione
degli squali.
Il messaggio che mi ha inviato la sede di Londra  chiarissimo, Massimo - esord Laura Montini. - Dobbiamo rintracciare Jimmy, il nostro squalo, nel giro di due giorni al massimo, in modo che, all'arrivo dei batiscafi e delle gabbie, non perderemo tempo e passeremo
immediatamente all'azione.
Laura si espresse con calma, come se si trattasse di una cosa da nulla. Nemmeno i suoi bellissimi occhi verdi
diedero segni di agitazione.
Molto alta e dal fisico ben tornito, un bel viso;incorniciato dai capelli, foltissimi e color del rame, Laura Montini era una ragazza strana, pi sensuale che bella, ma quegli occhi le donavano un fascino particolare e
Massimo ne fu subito colpito.
Londra non ti ha spiegato come evitare che questa caccia attiri troppo l'attenzione della gente, dei mass-media e, soprattutto, della guardia costiera? domand!
Massimo.
A questo ci ho pensato io, carino; ufficialmente siamo una spedizione archeologica con il compito di rintracciare reperti, possibilmente antecedenti l'epoca romana - ribatt immediatamente Laura. - Dimentichi che sono "molto, molto" amica del Ministero dei Beni
Culturali?
Carlo stava per rispondere a tono quando a un tratto, la radio crepit ed attir l'attenzione dei tre:
... crr... crr... crr... attenzione!... crr... crr... qui vedetta uno... mi sentite capobranco?... crr... crr.
crr... passo!.
Avanti vedetta uno, qui capobranco! rispose Laura
... crr... capobranco, credo che abbiamo... crr.
avvistato Jimmy, al largo di... crr... Punta Chiappa... a
circa tre miglia... passo!
Arriviamo subito, vedetta uno, non perdete il contatto per nessun motivo, chiamate vedetta due per la convergenza, passo e chiudo! esclam Laura con la consueta sicurezza.

Note.
3. A.L.F.: Animal Liberation Front,  un'associazione internazionale che lotta a favore degli animali, a volte infrangendo la legge.

7.
Giulia Molinetti andava in canoa fin da quando era bambina.
Ora aveva diciotto anni ed era campionessa italiana di kayak, aveva gi partecipato ai campionati mondiali studenteschi del 1996, in Gran Bretagna, e si era piazzata al quarto posto.
Per il suo allenatore era un ottimo risultato, ma lei la pensava diversamente.
Va be' che era la pi giovane partecipante in gara, ma la medaglia di bronzo le era sfuggita di mano per soli trenta centesimi di secondo.
Si allenava da due anni, partecipando ad alcune gare internazionali, di solito vincendo senza troppe difficolt, ma il suo chiodo fisso erano le Olimpiadi del Duemila.
Ora era in vacanza nella villa della famiglia del fidanzato, sulla costa tra Rapallo e S. Michele, e ogni giorno vogava almeno per sei o sette miglia; non voleva certo perdere la forma solamente perch era in ferie!
Durante l'anno andava a scuola a Torino, frequentando con alterna fortuna l'istituto magistrale.
Quasi tutto l'inverno il pomeriggio lo passava ad Alenarsi sul Po con qualche compagno occasionale, visto che la sua squadra si allenava a Milano e per lei era assolutamente impossibile seguire sia gli allenamenti sia ,a scuola.
Stava rientrando verso casa, quando vide sulla superfice del mare qualcosa che la incurios.
Solamente quando si avvicin si rese conto che si trattava di una custodia impermeabile per il telefono cellulare.
"... e dentro c' persino il telefonino... chiss chi lo ha perso. Lo porter al comando dei vigili a Santa... " pens.
Appena si chin per raccogliere il telefono vide ribollire l'acqua intorno alla canoa, ma quando sent il morso dello squalo non ebbe il tempo di reagire: il braccio le venne strappato dal gomito in gi.
Url per il dolore e cerc inutilmente di allontanarsi da l.
Il mare attorno a lei si color di rosso, non cap pi nulla, il dolore era insopportabile, url e url ancora, ma non c'era nessuno che la potesse aiutare.
Neanche il tempo di riaversi dallo shock e una bocca mostruosa addent la prua della sua canoa, gliela strapp letteralmente da sotto, e con essa le gambe, divorate fino a met polpaccio.
Svenne.
Lo squalo tigre termin il suo lauto pasto trascinando verso il fondo quello che rimaneva della sventurata ragazza e della sua canoa.
Non fu mai chiarito il mistero di questa scomparsa..

8.
Per Piero e Lorenzo quella era stata una giornata molto fruttuosa.
La pesca era la loro passione fin da quando erano bambini, ma da tempo si trattava anche della loro professione; infatti, con il ricavato delle battute notturni riuscivano a mantenersi all'universit e a togliersi parecchie soddisfazioni.
Ora stavano rientrando verso S. Margherita a bordo
del loro gozzo, con le nasse(4) piene di aragoste, che avrebbero facilmente venduto ai vari ristoranti della zona.
Improvvisamente il motore toss e si spense con un sussulto, lasciando l'imbarcazione in bala del rollio delle onde.
Probabilmente, avremo toccato qualche cosa con l'elica - disse Lorenzo al gemello. - Vado a controllare.
OK! Vedi di fare in fretta, siamo in ritardo rispose Piero.
Lorenzo si tuff e, con poche rapide bracciate, si port sotto la poppa.
Dopo qualche secondo riemerse e, aggrappandosi alla fiancata, disse:
Devi venire sotto anche tu, si tratta di un grosso sacco di plastica, da solo non ce la faccio a liberare l'elica.
Piero si cal in acqua e si avvicin al fratello, che da sotto il pelo dell'acqua gli indic il sacco.
Stavano armeggiando attorno all'elica quando Piero vide il fratello sparire improvvisamente dal suo fianco, come trascinato da una forza inaudita.
Si volt di scatto e si ritrov immerso in una nube rosso rubino; del fratello nessuna traccia.
Terrorizzato, si appigli al gozzo ma, un attimo prima di tirarsi su, un dolore immenso lo colp ai fianchi. Riusc a sollevarsi un poco con la sola forza delle braccia, ma non abbastanza per sottrarsi al secondo attacco dello squalo tigre. Lo vide, lo fiss per un attimo nei vacui occhi grigi, poi pi nulla.
I clienti dei gemelli attesero inutilmente le loro aragoste, poi diedero l'allarme alla guardia costiera, ma le ricerche non approdarono ad altro che al ritrovamento del gozzo dei due fratelli scomparsi, t

Note.
4. Gozzo... nasse: il gozzo  una barca da pesca o da trasporto di piccole dimensioni, a remi e con una piccola vela. La nassa  una cesta, chiusa a un'estremit e con imboccatura a imbuto, usata per catturare il pesce.

9.
La giornata era perfetta: un sole stupendo, il mare calmo e, nonostante fosse met luglio, poca gente sulla spiaggia. Le condizioni ideali, insomma, per un'escursione di prova dei giovani sub della scuola PADI(5) di Milano.
Gli istruttori, Giorgio ed Enrico Belli, li avevano accompagnati per tutto l'arco dell'addestramento, dai corsi teorici alle prime prove in piscina, fino alla prima uscita vera e propria, organizzata, come sempre, alla spiaggetta di Prelo, vicino a S. Michele di Pagana.
Erano partiti con il pulmino la mattina presto, prima delle sei, per arrivare in tempo utile per effettuare due uscite, in modo che gli eventuali errori dei ragazzi potessero venire corretti, tra la prima e la seconda immersione.
Tutto OK, ragazzi? chiese Giorgio.
Tutto OK, capo! risposero in coro i dodici apprendisti, emozionati e ansiosi di immergersi per la prima volta nel mare con muta e bombole.
Allora ci divideremo in due gruppi: voi con me e gli altri con Enrico. Ricordatevi di non allontanarvi mai da noi due, restate in gruppo e vedrete che tutto andr liscio spieg l'istruttore.
Controllarono le attrezzature e, una volta che tutti furono pronti, si tuffarono in mare.
La squadra agli ordini di Giorgio si diresse immediatamente al largo, mentre Enrico port i suoi sei allievi; lungo la costa, in direzione est.
Poi, come di consueto, si sarebbero incrociati per valutare quanto avessero imparato sia sulle tecniche di
immersione in mare profondo sia sulle difficolt da affrontare nel seguire un litorale frastagliato.
Gli istruttori avevano insegnato ai ragazzi un piccolo campionario di parole mimate, in modo da potersi capire a gesti sott'acqua, in caso di difficolt, o semplicemente per comunicare tra di loro.
L'escursione andava a meraviglia, i ragazzi si comportavano benissimo e nessuno manifestava particolari problemi nel seguire le indicazioni.
Si stava aggirando in mezzo a foreste di gorgonie rosse, formate dalle miriadi di minuscoli polipi, veri architetti del mare, quando da un anfratto l vicino videro spuntare il muso di un grongo, usuale abitante delle piccole caverne formate dall'erosione del mare.
Proprio in quel momento vennero circondati da un gruppo di castagnole ancora giovani, come si poteva osservare dal colore verde delle loro livree(6), che in et adulta tendono al grigio.
Distratto da quelle inconsuete compagne di viaggio, Giorgio non si accorse che uno dei suoi allievi si stava allontanando. Tuttavia, quando vide uno degli altri ragazzi che mimava il termine "pericolo", si avvicin all'allievo molto tranquillamente, non credendo che ci fosse reale motivo di preoccupazione. Invece il giovane gli indic concitatamente verso il mare aperto.
Giorgio si gir nella direzione indicata dal compagno e cap al volo il motivo della sua agitazione, insegu immediatamente il ragazzo, e quando gli fu a un solo metro, lo riconobbe, era Enzo, il pi giovane; quello che lesse nei suoi occhi era terrore puro. Pens che si lattasse di paura dovuta al primo impatto con il reale mondo dell'immersione, quindi gli fece segno di tornare a riva, che distava solo un centinaio di metri.
L'allievo si volt di scatto, sembrava non ragionare
pi. Si agitava come un forsennato, scalciava come un mulo e Giorgio fece fatica a impedirgli di strapparsi la maschera.
A un certo punto Enzo indic qualcosa dietro le spalle dell'istruttore, che si gir immediatamente e si trov di fronte una bocca spalancata, con la dentatura seghettata e la profonda attaccatura, tipica dello squalo.
"No! - pens Giorgio spaventato. - Non pu essere!" Riconobbe immediatamente l'enorme animale che gli si era parato di fronte.
Allora si mosse con uno scatto velocissimo verso la propria destra e il primo attacco sferratogli dallo squalo and a vuoto.
Sullo slancio del primo movimento la bestia prosegu la sua corsa a fauci spalancate e le richiuse tranciando di netto il braccio destro dello sfortunatissimo allievo.
Giorgio approfitt dell'occasione e si lanci in fuga verso la riva, ben sapendo che gli squali impazziscono appena sentono il sapore o anche solamente l'odore del sangue e, per qualche istante, smarriscono l'orientamento.
Non si volse indietro per vedere la fine del suo allievo, ben sapendo che non lo avrebbe mai pi rivisto vivo.
Appena arriv dagli altri, paralizzati dal terrore, 1' incit a seguirlo nella fuga.
Giunto a riva, aspett che i suoi ragazzi lo raggiun gessero poi, visto che all'appello mancava solamente chi gi sapeva non sarebbe mai pi arrivato, si tolse velocemente maschera, boccaglio e jacket e con il cellulare del fratello avvis immediatamente la guardia costiera.
Venite immediatamente... immediatamente! - url nel microfono. - A Prelo c' uno squalo gigante... Ha appena ucciso un sub che era in immersione con me!
Sulle prime il centralinista non gli credette, ma
quando lui gli diede le generalit e il motivo dell'immersione, scatt l'allarme e nel giro di pochi minuti arrivarono due lance e una pattuglia via terra, per aiutare i malcapitati.
Giorgio ricord solo allora che suo fratello e altri sei ragazzi erano in immersione lungo la costa e a quel punto si stavano portando al largo per la valutazione degli allievi in acque profonde.
Devo ritornare in mare! - url. - Mio fratello... mio fratello e gli altri ragazzi sono in immersione...
Proprio in quel momento vide affiorare gli snorkel(7) del fratello e degli altri sub, ancora troppo vicino alla riva per essere attaccati dallo squalo.
Enrico... Enrico!! - grid a squarciagola. - Non allontanarti dalla riva... tornate qui!
Il fratello sent il disperato richiamo e, seguito dai suoi allievi, torn sul bagnasciuga.
Che  successo, fratellino? - chiese sorridendo Enrico. - Ti sei perso un allievo?
Poi, visto il trambusto e notata la presenza della guardia costiera, si fece serio e chiese:
Cos' successo, Giorgio?.
Uno squalo... uno squalo ci ha attaccati e per miracolo siamo riusciti a scappare, tutti tranne Enzo tent di spiegare Giorgio.
Cosa stai dicendo... sei impazzito? - disse Enrico incredulo. - Non ci sono squali in Liguria!
Sono sicuro che era un tigre... sar stato lungo almeno sei-sette metri! L'ho evitato per pochi centimetri, ma Enzo non ce l'ha fatta! spieg il sommozzatore.
Non  possibile... uno squalo tigre nel Mediterraneo... non ci credo...! insistette Enrico.
Scusate, signori - li interruppe un militare, -Ubiamo gi allertato la Protezione Civile via radio, ma
dovremmo ritornare in sede per fare rapporto e uno di voi deve venire con noi per stendere il verbale nel modo pi completo possibile.
Certo, vengo io, che ho assistito a tutto quello che  successo - disse Giorgio. - Enrico, tu aiuta i ragazzi a rivestirsi e poi raggiungetemi al comando di Rapallo.

Note.
5. PADI: Professional Association of Diving Instructors, scuola che rilascia il brevetto internazionale d'immersione.
6. Livree: in zoologia il termine livrea indica l'aspetto della pelle di un animale.
7. Snorkel:  il tubo di gomma attaccato alla maschera che consente di respirare.


LA RICERCA.

1.
Le notizie corrono veloci, soprattutto quando sono foriere di catastrofi.
Il mattino dopo tutti i giornali, locali e nazionali, riportavano in prima pagina i servizi sull'incidente e sulla possibilit, cos vollero i responsabili della Protezione Civile di Genova, che nel Golfo del Tigullio si aggirasse uno squalo tigre, anche se nessuno riusciva ancora a spiegarsi come ci fosse arrivato.
Il comandante della guardia costiera, Sergio Ponzi, aveva convocato una riunione con alcuni dei maggiori oceanografi italiani, con il sottosegretario del Ministero degli Interni e con il responsabile della Protezione Civile per la Liguria, Franco De Sanctis.
Signori, quello che sta accadendo  gravissimo -disse, rivolgendosi al gruppo che gli stava di fronte nel suo piccolo ufficio, - non siamo in grado di fronteggiare un'emergenza del genere, primo perch non siamo attrezzati per la caccia agli squali, secondo perch non abbiamo un esperto che conosca la psicologia della razza dei tigre, essendo una specie assolutamente sconosciuta in questo emisfero.
Allora cosa propone di fare? - intervenne il sottosegretario Marino Righi. - Lasciamo che il nostro amico tigrotto, sempre che si tratti di uno squalo tigre, si aggiri
per il Mediterraneo mangiucchiando qua e l?
Non siamo qui per fare dello stupido umorismo, signor segretario - lo interruppe De Sanctis, - ma per trovare una soluzione al problema. La prima cosa da fare  senza dubbio verificare che tipo di problema dobbiamo risolvere. Poi penseremo alle contromisure e al personale da utilizzare.
Hai perfettamente ragione, Franco, ma come possiamo riconoscere che tipo di bestia abbiamo di fronte se non disponiamo nemmeno dei resti delle sue vittime? chiese Ponzi.
Dobbiamo contattare il Professor Robert Readfeather, il famoso oceanografo e ittiologo americano asser perentoriamente De Sanctis.
Ah, il comandante dei "killer sottomarini" intervenne ironico il dottor Andrea Ronchetti, il pi illustre degli oceanografi presenti.
Certo i metodi di ricerca del professor Readfeather non sono dei pi chiari e le sue squadre di ricercatori sembrano pi dei killer che degli studiosi - convenne De Sanctis, - ma non possiamo dimenticare che la maggior parte delle scoperte in merito agli squali tigre la dobbiamo proprio a lui.
Ma ormai sar decrepito - obiett Ponzi, - dovrebbe avere circa ottant'anni.
Ne ha settantaquattro, ma  sicuramente pi arzillo di noi tutti e, comunque, la direzione delle operazioni ormai  in mano alla figlia Alexis continu De Sanctis.
Che forse  pi pericolosa dello squalo che stiamo cercando - ironizz Ronchetti, - sembra che sia peggio di un marinaio e che abbia un amante in ogni porto.

2.
Una manica di incompetenti! - sbrait Fiocchi, sbattendo violentemente il pugno sul tavolo, nella saletta riservata del Caff del Porto, a S. Margherita. - Solo degli incompetenti possono scambiare un branco di saraghi per uno squalo tigre!
Non te la prendere, Massimo, e soprattutto non fare tutto sto baccano - disse Carlo, - non vorrei fare passare dei guai ai miei amici, riferendosi ai titolari del locale.
A ogni modo Massimo ha ragione - intervenne Laura, - mentre noi inseguivamo dei pesciolini, Jimmy si  sbranato un sub a Prelo e, per di pi, si  fatto beccare!
A questo punto la cosa pi urgente  l'arrivo delle navi dall'India, Laura. Sai a che punto sono? chiese Carlo.
Dovrebbero essere in prossimit del canale di Suez, ieri sera, quando li ho sentiti l'ultima volta, erano nel Mar Rosso, pressappoco tra Quseir e Hurghada.
Quindi saranno qui tra tre giorni, forse quattro -disse Marco, - dovremo cavarcela per tre giorni a distrarre i killer...
Che killer? chiese Carlo.
Come, non lo sapete? - si stup Laura. - Hanno chiamato il professor Readfeather e i suoi killer sottomarini per uccidere Jimmy!
E chi sarebbe questo Readfeather? chiese ancora Carlo.
Robert E. Readfeather, il maggior oceanografo vivente, americano, pi di settant anni, una figlia bellissima e, se  lecito, pi carogna del padre spieg Laura.
E i killer? incalz Carlo.
Si tratta delle squadre di ricercatori alle sue dipendenze; pare che non abbiano la mano troppo tenera,
non solo con gli animali, ma anche con gli esseri umani che li disturbano durante le loro ricerche rispose Laura con un tono molto triste.
Laura, cos'hai? Perch sei cos sconvolta? chiese Marco.
Perch per pi di un anno anch'io ho fatto parte di quelle squadre... ! - spieg la giovane. - Appena uscita dall'universit sono stata contattata da alcune grosse associazioni di ricerca e, tra tutte, ho scelto di fare tirocinio proprio da Readfeather, non sapendo che razza di killer fosse.
Appena ho intuito come fosse l'ambiente ho abbandonato il professore e le sue ricerche e l'ho denunciato
a Greenpeace(8), ma purtroppo non possono fare nulla nemmeno
loro, dato che agisce sotto la protezione del governo degli Stati Uniti; allora ho deciso di combatterlo arruolandomi in A.L.F.

Note.
8. Greenpeace:  il movimento ambientalista pi famoso del mondo.

3.
"L'arrivo all'aeroporto C. Colombo del professor Readfeather e del suo staff  stato accolto dalla stampa e dall'opinione pubblica italiana con grande entusiasmo, con tanto di parata d'onore e corteo della banda comunale di Genova.
Appena giunti all'interno del terminal,  stato subito chiaro a tutti il ruolo di comprimario dell'anziano americano; infatti tutto  organizzato e diretto dalla sua bellissima figlia, Alexis.
Durante una breve conferenza stampa Alexis ha annunciato che le loro navi-laboratorio arriveranno solamente dopodomani nel mar Mediterraneo, ha sottolineato che non  ancora chiaro chi sia il nemico e ha
assicurato che far il possibile per risolvere al pi presto il problema."
Laura smise di leggere l'articolo pubblicato sul giornale, accartocciandolo e gettandolo oltre la murata del motoscafo.
Quella smorfiosa... quella vigliacca smorfiosa! esclam.
Dal tono si direbbe che non ti stia molto simpatica, vero? disse Massimo.
Puoi dirlo forte! - rispose Laura. -  solamente un'opportunista, che vive alle spalle del padre e degli oceanografi che lui ha assunto!
Non vorrei disturbare - interruppe Carlo, - ma ho appena ricevuto un messaggio radio dalla "Paulonia", avvertono che entro domani a mezzogiorno saranno all'altezza della Corsica e che quindi, per sera, potrebbero essere al largo di Genova.
A questo punto - disse allora Marco, - visto che la faccenda  ormai alla luce del sole, dovremmo evitare di fare troppa pubblicit ad A.L.F. Non sarebbe meglio battere la bandiera di Greenpeace? Per lo meno non avremo problemi con la giustizia!
Hai ragione, Marco - disse Laura. - Chiamo immediatamente Londra e li avverto che la missione passa direttamente sotto il patrocinio di Greenpeace. La direzione rimane a noi di A.L.F. e a Massimo, ovviamente!

4.
Alexis Readfeather e il padre occupavano una stanza al Grand Hotel Excelsior, mentre il resto dei tecnici era alloggiato al Regina Elena di S. Margherita, pi vicino logisticamente alla zona della caccia.
Ho saputo da fonti sicure che troveremo dei
rompiscatole di Greenpeace - disse la donna, - sicuramente si saranno precipitati qui per evitare la morte dello squalo.
Dobbiamo capire di chi si tratta - le rispose - il padre, - spero che non si tratti di quella Montini, ti ricordi di chi sto parlando, vero?
Certo! Quella oceanografa italiana che ci ha denunciato a Greenpeace e che ora fa parte di A.L.F. rispose la figlia.
Esatto, quella ha il dente avvelenato e non vorrei che ci mandasse all'aria tutti i piani solo per la sua sete di vendetta continu il padre.
In ogni modo, l'unica cosa importante  liberare la costa dallo squalo tigre e, in fin dei conti, il come ci riusciremo non  rilevante comment Alexis.
No, figliola, noi dobbiamo eliminare lo squalo e inoltre dobbiamo scoprire come sia potuto arrivare fino qui! - spieg l'anziano scienziato. - Non mi stupirei se quella Laura sapesse pi di quanto noi crediamo... Alexis, una volta che abbiamo tolto da quest'impiccio i nostri finanziatori italiani, la nostra missione  compiuta, cos'altro vuoi ottenere da questa avventura?
Potere, gloria, fama e... milioni di dollari! esclam Alexis.
Ma siamo gi ricchissimi e non esistono oceanografi pi famosi di noi, cara... controbatt sorpreso il padre.
Ma non basta! Non capisci che siamo famosi solo per la crudelt del nostro operato, non per quanto abbiamo fatto per lo sviluppo della scienza? continu Alexis rapita dall'entusiasmo.
Allora cosa dovremmo fare, comportarci come quell'ecologista francese, quel Jacques Cousteaux? chiese l'uomo.
Non capisci proprio, pap - continu la figlia, -dobbiamo diventare degli eroi, dobbiamo amplificare la nostra fama anche al di fuori del mondo degli scienziati
e quest'affare  la migliore occasione che ci potesse capitare! Dobbiamo sfruttare questa faccenda per farci pubblicit, per farci conoscere, per cancellare la nostra immagine di killer del mare!
La cosa pi importante non  uccidere lo squalo, ma  ripercorrerne il tragitto, scoprire da dove arriva e renderlo noto al mondo, solo cos potremo diventare degli eroi!!

5.
Le spiagge erano deserte. Il mare d'agosto non era mai apparso cos desolante. Seduto su una panchina della passeggiata di Rapallo, Massimo ripensava a quanto era successo solo qualche mese prima a Genova.
"Se solo fossi stato pi attento, se solo mi fossi accorto di quanto stava per accadere."
Proprio in quel momento sent una voce alle sue spalle:
Tieni, ne ho presa anche per te! Un bel pezzo di focaccia  quello che ci vuole per scacciare i pensieri malinconici.
Era Laura, con in mano tanta focaccia da sfamare una squadra di calcio.
- No, grazie Laura, non ne ho proprio voglia rispose Massimo.
Stai ripensando ancora a quello che  successo all'acquario, vero? chiese la giovane donna.
Certo, non posso fare a meno di pensare che se fossi stato pi attento... disse tristemente Massimo.
Si alzarono dalla panchina e, attraversando piazza IV Novembre, si incamminarono in via Cairoli, verso i carruggi(9) del centro.
Mentre camminavano per via Mazzini, addentrandosi nel dedalo degli stretti e caratteristici vicoli di Rapallo, Laura prese teneramente per mano il medico in crisi.
Non dire stupidaggini! - lo incalz ancora. -Normalmente uno squalo partorisce dai dieci ai trenta piccoli, in quel caso solo uno  nato e per una imprevedibile emorragia. Praticamente si  trattato di un aborto spontaneo.
Peccato che dagli aborti spontanei normalmente non nasce un predone che va in giro per la Liguria ad ammazzare le persone! rispose il veterinario.
A parte gli scherzi, non credo che tu te ne debba fare una colpa, si  trattato di un evento al di fuori di ogni previsione continu Laura.
Su questo hai ragione, Laura! - rispose Massimo. -Ma io una parte di colpa me la sento dentro e fino a quando non sar tutto finito non me la scroller di dosso! Anzi, penso di aver fatto uno sbaglio a convocarvi qui. Avrei dovuto denunciare tutto alle autorit e lasciare che si sbarazzassero di Jimmy!
Stai parlando sul serio oppure stai scherzando? chiese Laura stupita.
Laura, arrivata in piazza Venezia, lasci la mano di Massimo e si addentr tra le bancarelle del mercato, come se loro due fossero persone normali, non afflitte da quel tremendo pensiero. Oltrepassarono la Torre Civica in silenzio ed entrarono nei giardini, attraversando, senza guardare, le rotaie del trenino, una delle attrattive di quel piccolo paradiso dei bambini. Continuarono a camminare, mano nella mano, consci della gravit della situazione; ognuno rimuginava su quanto gi era stato fatto e su quanto ancora c'era da fare. Si ritrovarono in piazza Pasteur, oltrepassarono la fontana del polipo, giungendo infine di fronte al castello in Passeggiata.
La cattura di Jimmy vivo ha per te un significato
scientifico enorme e per noi, a livello di immagine,  un colpo super disse Laura.
Ma la gente lo vuole vedere morto controbatt Massimo.
Adesso, ma quando lo avremo preso vedrai che l'opinione pubblica partegger per noi e per il nostro Jimmy! insistette Laura.
Cambiamo discorso! - disse Massimo, stringendosi stretto a lei. - Sono arrivate notizie dalle navi?
Laura contraccambi la stretta, abbracciando il dottore e, guardandolo fisso negli occhi, rispose:
Sono all'altezza dell'Elba, entro sera saranno a poche miglia dalla nostra costa. Potremo sbarcare batiscafi e gabbioni entro domani all'alba.

Note.
9. Carruggi: il carruggio o carrugio  il vicolo, mollo stretto, tipico di Genova e delle cittadine liguri.

6.
Le operazioni di scarico e trasbordo dei due batiscafi "Mini" di fabbricazione russa si svolsero nel giro di tre quarti d'ora.
I gabbioni, assicurati sotto la chiglia del motoscafo dei Nesti, misuravano circa quattro metri di altezza, due di larghezza e cinque di lunghezza, e permettevano, a sentire i militanti di A.L.F., di trasportare quattro persone, con tutta l'attrezzatura necessaria per i filmati.
Peccato che qui non si tratti di fare filmati" pens Massimo.
I Mini erano due scafi non pi lunghi di quattro metri, semicilindrici, con un portellone superiore del diametro di ottanta centimetri, dotati di fari alogeni anteriori e posteriori, e con un braccio meccanico, comandato dall'interno, snodato e allungabile fino a due metri e mezzo dalla prua.
Belli - disse Massimo, - ma come funzionano?
I batiscafi sono unit autonome in grado di immergersi a grandi profondit, sono costituiti da due parti fondamentali: cabina e scafo - spieg Laura. - La cabina  la parte superiore, dove vedi quegli obl in vetroresina, le pareti sono in lamiera molto pesante, in grado di sopportare pressioni elevatissime, non so quanto di preciso, perch varia da modello a modello, ma si parla comunque di qualche tonnellata a centimetro quadrato. Nella cabina si trovano il settore pilotaggio e il reparto per l'esplorazione vera e propria, dotato di numerose attrezzature che ci saranno molto utili. La parte inferiore  lo scafo, costituito da lamiere pi sottili, in quanto la compensazione alla pressione  data dalla benzina che si trova all'interno...
Benzina? la interruppe Massimo. S, la benzina, essendo pi leggera dell'acqua, mantiene l'assetto di galleggiamento.
Per l'immersione vengono riempite le vasche di zavorra con l'acqua di mare, che resta separata dalla benzina e aumenta il peso dell'imbarcazione fin oltre la spinta idrostatica(10) del combustibile contenuto nello scafo. In caso di emersione, invece, tramite elettromagneti(11) vengono sganciati alcuni pesi in ferro, fino ad alleggerire il batiscafo quanto basta perch la spinta idrostatica sia positiva e si torni in superficie. Li trasportarono durante la notte fino alla scogliera tra Paraggi e Portofino, all'attracco privato di una villa di amici dei Nesti, che al momento erano all'estero per affari e non sarebbero rientrati prima di un mese.
Avete portato anche i fucili con le fiocine Dart-x? chiese Laura.
Cosa sono i Dart-x? domand Massimo.
Si tratta di micro proiettili paralizzanti, che penetrano sotto la spessa epidermide dello squalo e lo immobilizzano nel giro di pochi minuti, ne abbiamo una ventina, dovrebbero bastare rispose Luciano, il capo della spedizione dall'India, che avrebbe supportato Laura e il dottore.
Avete pensato anche a come agganciare e trasportare Jimmy fino... a proposito Massimo - si interruppe bruscamente Luciano, - dove avete intenzione di portarlo dopo che lo avremo catturato?
Non ci ho ancora pensato - rispose Massimo, - ma credo che dovrei ammettere quanto  accaduto e chiedere alla direzione dell'acquario di riprenderselo, in fin dei conti  un loro animale...
Io non credo che sia la soluzione migliore, probabilmente si prenderanno Jimmy, lo affideranno ad altri medici e ti licenzieranno in tronco! disse Laura. Allora cosa proponi di fare? le chiese l'amico. Per il momento pensiamo a rintracciarlo e a catturarlo, poi ci verr in mente qualcosa! esclam Laura.

Note.
10. Idrostatica:  la risultante delle forze esercitate su una superficie solida da un liquido in movimento. 
11. Elettromagneti:  un dispositivo nel quale, al passaggio della corrente, si generano forti campi magnetici che gli fanno attrarre i metalli come una calamita.


LA CACCIA.

1.
La partenza della flotta del professor Readfeather dal porto di Rapallo fu salutata da tutti, portuali, turisti, giornalisti e fotografi, accalcati sulla scogliera prospiciente la rada(12). La notizia si era sparsa velocemente e moltissima gente aveva voluto essere presente in un momento tanto importante. Le banchine del porto turistico erano affollatissime e lo stesso valeva per il tratto di strada che sovrastava il porto, in direzione di Portofino.
In tutto si potevano contare sei imbarcazioni: lo yacht privato del professore, sul quale viaggiavano lo stesso Readfeather, De Sanctis e Ponzi; una nave appoggio per i batiscafi, con ai lati i due Ipocraft, costruiti in America su progetto dello stesso oceanografo, pi grossi dei Mini russi, sicuramente pi confortevoli per l'equipaggio, ma meno maneggevoli su fondali accidentati come quelli liguri; un catamarano attrezzato con i pi moderni sistemi di ricerca in profondit e una chiatta con gli approvvigionamenti, sulla quale era anche parcheggiato l'elicottero della famiglia Readfeather. Alexis si trovava sul catamarano, intenta a controllare che tutti i sonar statici fossero in funzione, mentre il suo primo collaboratore, il giovane oceanografo canadese Gilles Roquefortes, stava attivando i sensori dei due sonar a strascico(13), che sarebbero stati di l a poco immersi e trascinati dal doppio scafo del catamarano tramite sonde lunghe circa venti metri.
Gilles,  tutto a posto? - chiese Alexis, uscendo dal pozzetto. - Vorrei iniziare le ricerche appena fuori dalla baia di Rapallo.
Un attimo, Alexis! - rispose il suo collaboratore. -Mi manca solamente il collegamento della sonda del secondo sonar all'elaboratore centrale. OK, dai tu il via, allora sugger Alexis. Poi, rivolgendosi al pilota: Vira di otto gradi a sinistra e avanti mezza!. Intanto, sul panfilo di Readfeather, si stava tenendo una riunione sullo svolgimento delle ricerche.
Secondo me, dovremmo concentrare la caccia nella zona di S. Margherita, dove abbiamo avuto gli ultimi contatti con lo squalo disse Ponzi.
No, lo squalo tigre non  cos abitudinario, dovremmo cercarlo dove c' la maggiore concentrazione di pesci, dovr pur sfamarsi rispose De Sanctis.
L'americano si alz e, passeggiando sulla coperta(14) lussuosamente arredata, si avvicin alla chiesuola della bussola di bordo. Accarezzando distrattamente la cupola d'ottone, finemente decorata da bassorilievi, disse:
Signori miei, la direzione della caccia  totalmente nelle mani di mia figlia Alexis, lei sa perfettamente come svolgere una ricerca a tappeto. La nostra flotta  equipaggiata di tutti i pi moderni sistemi per la ricerca sottomarina, quindi il problema non  dove cercare lo squalo, ma piuttosto la velocit di esecuzione, per evitare che nel frattempo un pazzo si avventuri in mare e ne paghi le conseguenze.

Note.
12. rada: piccolo golfo naturale o artificiale antistante un porto.
13. Sonar statici... sonar a strascico: sono radar subacquei in grado di rilevare onde sonore. I primi sono fissi sulle navi, i secondi sono collegati allo scafo della nave e vengono trascinati.


2.

Fiocchi e Nesti si trovavano a bordo del piccolo battello dei fratelli di Santa Margherita.
Non si pu certo dire che le forze siano alla pari, in questa ricerca - disse Carlo, sbattendo il giornale che aveva posato sulle ginocchia, - guarda qui, dice che Readfeather si  portato dall'America tutto quello che pu servirgli per rintracciare Jimmy; noi, al contrario, abbiamo tre motoscafi privati e due batiscafi, con il personale appena sufficiente per una caccia al tesoro. Non essere cos pessimista, Carlo - gli rispose Massimo, - a bordo dei motoscafi abbiamo ottime strumentazioni e tecnici validi, e i batiscafi sono molto moderni e ben attrezzati.
Non lo metto in dubbio - riprese Carlo, - ma, se avessi letto il giornale, sapresti che il nostro avversario ha messo in campo nientemeno che due sonar a
strascico, con i quali pu sondare in profondit il mare, e, addirittura, vi ha collegato due solcometri(15), in grado di calcolare in tempo reale la velocit con cui Jimmy si sta muovendo.
Anche noi abbiamo i nostri assi nella manica, Carlo, infatti i Mini sono dotati di idrofoni(16), che ci permetteranno di captare i pi lievi suoni in profondit, anche a grandi distanze. E poi abbiamo qualcosa che loro certamente non si immaginano neppure...
Di cosa stai parlando, Massimo? chiese Carlo sorpreso.
Di un dispositivo di cui mi ha parlato ieri Laura, ma a suo tempo vedrai, sar una sorpresa anche per te... rispose Massimo.
Allora voi credete di batterli sul tempo, captando il richiamo dello squalo e anticipando gli americani sul luogo del rilevamento? domand incredulo Carlo.
 una delle ipotesi... certo! esclam Massimo.
Mi sembra troppo poco... concluse Carlo.

Note.
14. Coperta: parte all'aperto di una nave, contrapposta ai locali interni.
15. Solcometri: il solcometro  un dispositivo usato per misurare la velocit di una nave.
16. Idrofoni: l'idrofono  un apparecchio per la ricezione di suoni, rumori e segnali subacquei, che serve a scoprire la distanza e la direzione di navi e sommergibili.

3.
La caccia era cominciata. Alexis si trovava alla guida del catamarano, intenta a seguire il tracciato di ricerca precedentemente concordato con Gilles e Paul Puttler, il responsabile dei sonar. A un tratto si accorse della presenza sulla loro rotta di un motoscafo battente bandiera indiana. Afferr il microfono della radio a onde corte e disse:
Qui catamarano Shark One, siete in rotta di collisione, ripeto, siete in rotta di collisione!.
Catamarano Shark One, qui Paulonia, stiamo seguendo una griglia di ricerca, non possiamo, ripeto, non possiamo modificare la nostra rotta disse Laura.
Paulonia, che ricerche state effettuando, ripeto, identificare ricerca in atto rispose Alexis.
Risposta non consentita, Shark One, allontanatevi dalla nostra rotta insistette Laura.
"Sono loro... sono quei fanatici di Greenpeace -pens Alexis - dunque sono arrivati anche loro!"
Paulonia, noi siamo i soli autorizzati dal governo italiano alla ricerca dello squalo tigre che infesta queste acque, quindi vi invitiamo a ritirarvi! insistette Alexis.
- Shark One, sapete cosa fare della vostra autorizzazione?... crr... crr
Maledetti ecologisti! esclam Alexis, scagliando il microfono contro la parata(17).
Paul, Gilles, venite immediatamente in plancia di comando! esclam all'interfono.

Note.
17. Parata: tramezzo posto all'interno di una nave, con funzione di rinforzo strutturale e di suddivisione di ambienti.

4.
Al primo colpo abbiamo beccato subito il pesce grosso! -esclam Laura.
Perch, chi era? chiese Massimo. Signori e signore, vi presento la perfida Alexis Readfeather disse Laura, mimando un inchino.
Allora siamo a posto. Tempo un'ora e avremo addosso la guardia costiera comment Massimo.
Non dimenticate che abbiamo un lasciapassare del Ministero dei Beni Culturali riprese Laura.
Non credo sia valido anche per i Mini, vero Laura? chiese ironicamente Carlo.
Oh, quelli baster non farglieli vedere! - rispose la Montini.
Se permettete, vorrei tornare al lavoro - li interruppe Luciano. - Laura, ci servirebbero la curva batigrafica della zona e il portolano del Tigullio.
Per il secondo ci ho pensato io - intervenne Carlo. - La prima per non so nemmeno cosa sia.
Io non ho idea di cosa sia nemmeno il port..., portol..., come hai detto che si chiama? disse Massimo.
Il portolano  il libro con la descrizione della costa e dei porti - spieg Luciano, - e la curva batigrafica  un diagramma che permette di determinare la superficie del fondo marino in funzione della profondit dell'acqua.
Luciano, la possiamo calcolare - disse allora Laura, - lasciami qualche minuto ed avrai tutti i dati che ti servono.
Massimo si allontan dalla plancia, subito seguito da Carlo che, raggiuntolo a poppa, chiese:
Massimo, tu credi che ce la faremo?
Mi sa che i nostri avversari sono troppo forti, Carlo. Anche se riuscissimo a contattare per primi Jimmy non so se riusciremo a sottrarlo all'esecuzione programmata da quel Readfeather! rispose Massimo.
Furono distratti dal crepitare della radio.
... crr... crr... capobranco qui Mini uno, ci senti capobranco... crr... crr... passo.
Laura rispose immediatamente, tralasciando i complicati calcoli che stava eseguendo.
Avanti Mini uno, qui capobranco, passo disse Laura.
Capobranco, rilevamento Mini uno profondit centododici piedi, latitudine 12 gradi ovest, longitudine 245 gradi nord... avvistato Jimmy, ripeto, avvistato Jimmy, probabilit d'errore zero per cento, ripeto, zero per cento, Passo!
Laura era al colmo della gioia. Calcol a mente che doveva
trattarsi del tratto di mare tra Recco e S. Fruttuoso, scatt in piedi e grid nel microfono:
Mini uno, qui capobranco, mantenete il contatto, ripeto: mantenete il contatto!.
Poi cambi rapidamente frequenza e url: Mini due, qui capobranco, convergere immediatamente alle seguenti coordinate: latitudine 12 gradi ovest, longitudine 245 gradi nord, ripeto, convergere immediatamente, Mini uno ha avvistato Jimmy!.

5.
Readfeather e il responsabile della Protezione Civile erano sul ponte superiore del panfilo, alle spalle della nave appoggio, che stava scaricando i due Ipocraft.
Deve sapere, dottor De Sanctis, che quei due gioielli sono stati costruiti su mio progetto, frutto di quarant'anni di esperienza in mare e costano all'incirca trenta milioni di dollari ciascuno.
Saranno certamente all'altezza del compito a loro assegnato, signor Readfeather - rispose De Sanctis, - sa, io non mi intendo molto di caccia sottomarina, ma credo che abbiamo fatto la scelta migliore affidando a voi l'incarico.
In quel momento giunse dal ponte inferiore il capitano Hutchinson, comandante dello yacht.
Mister Readfeather, venga immediatamente, sua figlia ci ha appena comunicato di aver rintracciato lo squalo al largo di Zoagli.
Readfeather scese velocemente le scale e, raggiunta la sala radio, chiam la figlia:
Shark One, qui panfilo Prowidence, passo. Pap, lo abbiamo beccato! - esclam Alexis. -Stiamo effettuando altre passate a strascico per maggiore sicurezza ma, appena Paul me lo confermer, dar l'ordine agli Ipocraft di convergere qui e inizieremo la
caccia vera e propria! Passo.
Gli Ipo sono in fase di sgancio, ripeto, sono in fase di sgancio. Tempo stimato per il movimento sette minuti, ripeto, sette minuti! Passo disse l'oceanografo.
Perfetto, pap, dobbiamo informare la capitaneria di porto, passo. Ah, quasi dimenticavo, abbiamo avuto un contatto con quei nostri amici di cui si parlava in albergo, ma non ho ancora bene presente chi siano, passo continu Alexis.
Ci pensiamo noi, Alexis, per entrambe le cose -rispose euforico il professore, - tu pensa ad accertarti del rilevamento, calcola il punto-nave e molla qualche gavitello(18). Passo e chiudo.
L'anziano professore sembrava ringiovanito di vent'anni, correva sulla tolda(19) come un ragazzino e urlava ordini a tutti.
De Sanctis arriv solo allora nel suo raggio d'azione e, non avendo seguito la comunicazione radio, chiese: Cos' successo, professore?
L'abbiamo trovato, l'abbiamo trovato!!! rispose Readfeather.

Note.
18. Punto-nave... gavitello: il primo  un punto di localizzazione di una nave rispetto alla costa, il secondo  una boa di segnalazione.
19. Tolda: coperta o ponte superiore di una nave.

6.
Il motoscafo era in bala del mare che si era ingrossato. Il beccheggio(20) dell'imbarcazione era notevole e, in cresta all'onda, si vedeva solo il cielo burrascoso.
Spero che questo temporale non ci faccia perdere il contatto con Jimmy! url Laura a Massimo che, pi che sentirla, intu le sue parole dal movimento delle labbra.
L'importante  che Mini uno riesca a mantenersi a distanza di sonar - rispose Fiocchi, - in modo che ci Possa guidare fino a loro!
- Certo che con questo tempo non potremo calare i gabbioni - interloqu Carlo, - chi si fiderebbe a scendere sott'acqua per colpirlo con i Dart-x?
Non  possibile, sarebbe troppo rischioso - disse allora Luciano, che aveva ceduto il comando a un suo intendente, - dovremo accontentarci di seguirlo fino a che il mare non ci permetter di immergerci!
I quattro restavano spavaldamente sulla tolda della barca, in attesa di rintracciare la posizione dei batiscafi grazie alle boe di segnalazione che i due Mini avrebbero dovuto sganciare.
Eppure dovremmo quasi esserci - disse Laura, - i dati che ci ha passato Mini uno davano la posizione tra Camogli e S. Fruttuoso.
Probabilmente non si sono fidati a mollare i gavitelli, proviamo a contattarli via radio propose Massimo.
Rientrarono in cabina e Luciano, avvicinandosi alla radio, disse:
Laura, fai un bel caff, noi cerchiamo di rintracciare i batiscafi.
Mentre Laura si allontanava in direzione della cucina. Carlo prese il microfono e inizi la ricerca:
Mini uno e due, qui capobranco, mi sentite, passo. Nessuna risposta.
Mini uno e due, qui capobranco, mi sentite, passo. ... crr... crr... cap... nco, qui M... i u.o... crr... vi sentia.o mol.o male, pas.o!
Mini uno e due, dove siete? Passo. Capob..nco Mini u . si trova di fron.e Punta Chi .pa. noi sia.o poco pi ava..i, verso Rec.o, passo.
Allora sono qui sotto, ma... non  possibile, li avremmo avvistati con il sonar! esclam Laura, che nel frattempo era rientrata con i caff.
- Probabilmente con questa bufera si sar scollegato qualche cavo, Luciano vai a vedere! disse Massimo.
Carlo riprese la comunicazione con i due batiscafi:
Mini, Jimmy  ancora con voi? Passo! Affermativo!! Il no..ro ami.o  a un p.io di mi.lia da.an.i a Mi.i uno, preso propr.. nel mezz.! Passo. A che velocit si sta muovendo? Passo. Ci..a tre n.di, capo..an.o, passo. Mini uno e due, mantenere contatto e comunicare ogni cinque minuti posizione e rotta, passo e chiudo! concluse Carlo. Si volt verso i compagni e, con il volto bianco come un cencio, disse:
Ora posso anche uscire a vomitare il pranzo di Natale!.

Note.
20. Beccheggio: serie di oscillazioni ripetute da poppa a prua.

7.
I preparativi sullo Shark One erano febbrili. Tutti si muovevano in sincrono, ognuno sapeva cosa doveva fare. Alexis era soddisfatta dell'organizzazione del suo equipaggio, in fin dei conti era uno dei motivi per cui era famosa: il saper comandare i propri uomini era il primo dovere per chi intendeva raggiungere certi livelli di potere; l'unico suo cruccio era la presenza di quell'odiosa Montini. Alexis era certa che si trattasse di Laura. Erano in Italia e il nucleo storico italiano di A.L.F. era stato organizzato attorno alle capacit e all'intelligenza di quella smorfiosetta.
La certezza di essere a un passo dal primo obiettivo della sua missione, la cattura dello squalo, le dava un'eccitazione enorme. Solo in seguito avrebbe pensato al suo secondo obiettivo, screditare e possibilmente eliminare Laura Montini. La voce di Gilles la scosse dai suoi pensieri.
Alexis, lo squalo ha cambiato direzione un'altra volta, ora sta dirigendosi verso il mare aperto le disse il giovane canadese.
Avverti Ipo uno e due della variazione di rotta, poi
raggiungimi nella S. Barbara, Gilles rispose Alexis.
Era giunto il momento di decidere come sferrare l'attacco al predatore. Nonostante il tempo si stesse volgendo decisamente al brutto, era quanto mai decisa a terminare la ricerca. I due batiscafi erano in assetto da caccia, mancava solamente l'arma da utilizzare per l'uccisione.
"Se non fosse sopraggiunta questa perturbazione -pens Alexis - avremmo potuto optare per il maiale(21). Paul  un mago nel pilotarlo e io avrei potuto partecipare con il fucile narcotizzante, ma con questo tempo penso che siano meglio i siluri acqua-acqua, dotati di sensori a ricerca di calore. Non vorrei perdere tempo e rischiare pi del dovuto."
Arrivata di fronte al portellone della S. Barbara, attese l'arrivo di Gilles, poi entrarono nella stiva degli armamenti. Mentre spiegava al canadese le decisioni che aveva appena preso, un urlo squarci l'aria.
Noo! Non  possibile! Vi siete fatti fregare come dei ragazzini... Sono ore che inseguiamo questo coso, al posto dello squalo?
Cosa sta succedendo? chiese Alexis.
Andiamo a vedere, presto! rispose Gilles.
Corsero allora sul ponte e trovarono Paul che armeggiava con le reti, incurante della pioggia che sferzava la tolda.
Guarda, guarda che manica di idioti hai preso alle tue dipendenze, Alexis!! url Puttler.
Alexis e Gilles rimasero di sasso: Paul aveva recuperato un segnalatore sottomarino di circa quattro metri di lunghezza, dalla forma affusolata.
Questo coso  lo squalo che abbiamo inseguito per ore! disse ancora Puttler, al colmo della rabbia.
Non ci posso credere! - esclam Alexis, - non  possibile che questo coso ci abbia preso per i fondelli per tutto questo tempo! Come hai fatto ad accorgertene, Paul?
Probabilmente ha terminato la sua carica, credo che vada a batteria. Si  fermato e allora mi sono insospettito,  improbabile che uno squalo tigre si immobilizzi per pi di venti secondi alla deriva, quindi ho pensato di vedere cosa fosse successo e mi sono ritrovato questo coso tra le braccia! spieg il collaboratore.
Avvertite immediatamente mio padre, facciamo rotta verso ovest, dobbiamo raggiungere al pi presto gli autori di questo scherzetto, voglio fargliela pagare personalmente! esclam Alexis.

Note.
21. maiale:  un mezzo d'assalto impiegato dalla Marina militare italiana nel secondo conflitto mondiale, formato da una specie di siluro, che due persone dirigevano in immersione verso la nave nemica, alla quale veniva poi agganciata la carica esplosiva contenuta nella parte anteriore, staccabile, del mezzo stesso.

8.
Jimmy si aggirava tranquillamente per i fondali del Mediterraneo, ignaro della disperata partita a scacchi di cui era involontariamente protagonista..Non sapeva di essere la preda ambita da due donne, una spinta dai propri ferrei ideali, l'altra dalla propria fame di gloria e di successo, le quali si stavano fronteggiando con l'unico obiettivo della sua cattura.
Da qualche tempo avvertiva una presenza strana alle sue spalle, ma ovviamente non si rendeva conto che si trattava di uomini alla sua caccia. L'unica cosa importante per lui era la ricerca continua di cibo e di zone tranquille in cui riposare. La morfologia del luogo e la sua poca esperienza non gli permettevano di vivere come uno squalo qualsiasi; solamente l'istinto, peraltro in lui un po' sopito in quanto nato da squali in cattivit, gli permetteva di sopravvivere in quei mari tanto diversi dagli oceani nei quali la sua specie era abituata a vivere, in pratica, si trattava di un equivoco biologico: un
animale che avrebbe dovuto dimorare in cattivit si trovava s in libert, ma in un mondo che non gli apparteneva e che nessun altro della sua specie aveva mai conosciuto. Ora si trovava a poco pi di settanta metri di profondit, al largo del tratto di coste scoscese che si trovano tra il porticciolo di S. Fruttuoso e la cittadina di Camogli, alla disperata ricerca di cibo, in quanto erano pi di quarantott'ore che si nutriva solamente di piccoli pesci e plancton(22). La speranza era di trovare qualche grosso branco di gronghi, dalla carne appetitosa e molto nutriente, ma si sarebbe accontentato volentieri anche di qualche sarago, certamente meno appetibile, ma in momenti come questi comunque desiderabile. A un tratto si trov avvolto da un immenso gruppo di argentei dentici che aveva raggiunto da dietro e che non si erano accorti del pericolo incombente. Non gli sembrava vero di potersi sfamare con tanta facilit.
Il mare riboll, divenne rosso sangue. La strage si consum in pochi secondi; lo squalo dilani le carni degli sventurati dentici afferrandone due per volta con le sue possenti mandibole, squartandoli e triturandoli con i suoi denti aguzzi.

Note.
22. Plancton: l'insieme degli esseri viventi, animali e vegetali,fluttuanti nelle acque marine o dolci, incapaci di contrastare il movimento dell'acqua.

9.
La visione del pasto dello squalo dagli obl del batiscafo di Greenpeace era sconvolgente. Coloro che ebbero l'occasione di assistervi non dimenticarono mai pi l'immane scempio che Jimmy fece in quei pochi secondi: un enorme branco di dentici disintegrato dalle fauci del pi terribile predone di tutti i mari. La voce di Laura riport tutti alla realt: Mini uno. qui capobranco, passo!.
Avanti capobranco, qui Mini uno rispose Rudy, il pilota responsabile del batiscafo.
Rudy, siete sempre in contatto con Jimmy? Passo! Certamente, Laura, abbiamo appena assistito al suo pasto e ti assicuro che non invidio chi si caler nei gabbioni per catturarlo.
Rudy, ora passa il controllo diretto a Mini due e vieni in superficie, dobbiamo calare le gabbie e approntare il piano per la cattura.
Mini uno affior a pochi passi dalla chiglia del motoscafo di Laura e immediatamente Rudy apr il boccaporto superiore e schizz fuori come una molla, saltando agilmente sul ponte del motoscafo.
Alto poco meno di due metri, con due spalle enormi, il viso da eterno ragazzino incorniciato dai folti capelli biondi rasati a meno di un centimetro di lunghezza, e gli occhi verdi sempre allegri, Rudy era il pi simpatico del gruppo al comando della Montini.
Cara Lauretta, ti abbiamo portato fino a qui, praticamente sei in groppa al tuo Jimmy, ora se non ti dispiace mi fumer una sigaretta in santa pace e poi mi i far una dormita colossale... magari tra le due cose ci mettiamo una bella mangiatina, eh?
Non sarebbe il momento pi adatto, Rudy, ma hai ragione! - rispose Laura. - Lasciami organizzare i turni per la notte e poi scendiamo a terra, conosco un ristorantino tranquillo a Rapallo dove potremo sfamarci e preparare l'ultima parte del piano.

10.
Alexis Readfeather si trovava a bordo dell'elicottero a caccia della flotta di Greenpeace.
Il panorama era bellissimo, il continuo susseguirsi di golfi, calette e scogliere a strapiombo sul mare la
affascinava. Il pilota volteggiava sul mare di fronte S. Margherita e lei era conquistata dalla rara bellezza della citt che si stendeva di fronte a loro. Riusc a distinguere nitidamente i tre golfi, il primo, con i famosi alberghi affacciati sul mare, il secondo, completamente assorbito dal porto, e il terzo, con le spiagge desolatamente vuote nonostante la stagione balneare.
Ma delle imbarcazioni ricercate nemmeno la scia.
Nat, proseguiamo verso ovest, prima o poi dovremo incontrarli, non possono essere troppo lontano! url la donna nell'interfono.
Sorvolarono l'incantevole cala di Paraggi, famosa in tutto il mondo per l'incredibile azzurro del mare, paradiso di numerosissimi turisti, per lo pi arrivati sin qui con le loro barche, le quali, nel periodo estivo, affollano a tal punto la rada che si potrebbe quasi attraversarla da ponte a ponte senza bagnarsi i piedi.
Poco oltre doppiarono il capo di Portofino e, distogliendo lo sguardo dalle bellezze dei luoghi, Alexis distinse finalmente all'orizzonte tre imbarcazioni e, presa dall'eccitazione della caccia, inizi a scalpitare.
Eccoli, eccoli! - url nelle orecchie del povero pilota, - ... avvisa immediatamente Gilles di dirigersi a tutta forza verso Recco, e di iniziare l'allestimento degli Ipocraft... li abbiamo rintracciati!
Fu proprio in quel momento che vide un tender allontanarsi dal battello e, preso il binocolo, riconobbe immediatamente l'odiata Laura.
Gilles, tu portati a ridosso della Paulonia, io seguo la ragazza. Si sta allontanando, credo scenda a terra.

11.
Laura e Rudy si trovavano nella saletta sul retro di un ristorantino molto alla moda, sotto il portichetto di
piazza Garibaldi, in lotta con le chele di due enormi aragoste.
Avendo deciso di non affrontare il discorso squalo, perlomeno finch non fossero stati all'aperto, chiacchierarono del pi e del meno, fingendo di essere due semplici ragazzi e non due scienziati alle prese con un problema di portata enorme. Dopo essersi sfamati con un men esclusivamente a base di pesce, innaffiato da un eccezionale Vermentino d'annata, e aver terminato la cenetta con una buonissima torta gelato ai frutti di bosco, seguita da un buon caff e un goccio di amaro S. Maria, tipico del locale, saldarono il conto e uscirono nella tiepida sera di mezz'estate.
Sarebbe magnifico se fosse sempre cos, vero? chiese Rudy, prendendo Laura sottobraccio.
Magnifico, veramente magnifico, ma... si interruppe la ragazza.
OK messaggio ricevuto - disse il ragazzo, - la pausa  finita, si ricomincia a lavorare.
Infatti ho lasciato detto che saremmo rientrati al massimo verso mezzanotte, quindi abbiamo poco pi di mezz'ora per rientrare sulla Paulonia riprese Laura.
Approfittiamo perlomeno dell'occasione per fare due passi in passeggiata... propose Rudy.
Sicuro, ma guarda che se a mezzanotte non siamo di ritorno inizier la pi grossa caccia all'uomo della storia del Tigullio... rispose Laura, sorridendo.
Camminarono a braccetto fino al lungomare, illuminato a giorno dalla miriade di piccole lampade appese palme nelle aiuole tra la passeggiata e via Vittorio Veneto, disseminata di tavolini dei bar, in quanto chiusa al traffico, come ogni sera d'estate.Nonostante tutto, la vita notturna non si  interrotta, vedo esclam Laura, riferendosi alle molte persone che affollavano i bar e il lungomare.
Fortunatamente i turisti non hanno abbandonato la
zona, certi che il nostro Jimmy verr catturato quanto prima rispose Rudy.
A proposito di cattura, come pensi che faremo ad anticipare i Readfeather? - chiese Laura. - Ormai ci sono alle costole, avrai certo notato l'elicottero di Alexis sopra di noi oggi pomeriggio...
L'ho notato, l'ho notato... - rispose Rudy. - Non so proprio come potremo allontanarli di nuovo, non potremo certo riutilizzare il segnalatore!
L'unica nostra possibilit, da quando  iniziata la caccia,  batterli sul tempo - spieg la Montini. -Dovremo cercare un altro espediente per distrarli mentre raccogliamo Jimmy e lo portiamo in acque pi sicure! Parlando avevano imboccato la stretta via balconata che dal piazzale del castello porta verso i giardini Porticciolo, stranamente deserta e buia. Si tratta di non pi di un centinaio di metri, ma  uno dei luoghi pi caratteristici e romantici della citt e a Rudy non pareva vero di trovarla cos intima e tranquilla. Stava per cogliere al volo l'occasione quando, improvvisamente, Laura disse:
In pi c' un altro problema, Rudy, io penso di essermi innamorata di Massimo.
Rudy rimase di stucco, aveva programmato tutto, la cenetta, il giro in passeggiata, ma la conclusione della serata, nei suoi programmi, doveva essere completamente diversa. Stava per controbattere quando nel buio si ud una flebile voce, quasi un sussurro: Non fate un altro passo e non voltatevi, siete sotto tiro!.
Chi siete, cosa volete? - esclam Laura, terrorizzata, -non abbiamo soldi, siamo solo due ragazzi!
La dottoressa Laura Montini e il suo collaboratore Rudy Pianaroli, due semplici ragazzi in vacanza? Andiamo, non fatemi ridere! sussurr sarcasticamente la voce-Sapete chi siamo, ma allora voi... disse Rudy. Noi siamo i "killer" del professor Readfeather esatto! Ora voi venite con noi senza fare i furbi. Dove ci portate? chiese Laura, sempre pi spaventata. Non preoccuparti, abbiamo un posticino tranquillo in collina sopra S. Margherita, dove farete compagnia ai morti! continu quella voce.
Li fece camminare verso l'Auditorium delle Clarisse, di fronte al quale era parcheggiato un vecchio furgone Ford. Scesero due persone incappucciate che, senza proferire parola, fecero salire Laura e Rudy, li legarono e bendarono. Il furgone part e, invertendo la marcia praticamente su due ruote, si allontan molto velocemente.

12.
Catturata! esclam Alexis appena chiusa la comunicazione sul suo cellulare.
Gilles si lasci andare a un gesto di vittoria, abbracciando la figlia del professor Readfeather.
Ce l'hai fatta, ce l'hai fatta, oramai abbiamo vinto! esclam.
Certo, senza Laura e il suo ganzo non dobbiamo pi preoccuparci degli altri suoi scagnozzi, ma il problema resta sempre, rintracciare in fretta lo squalo, non possiamo comunque perdere tempo.
Do immediatamente istruzioni per riprendere la caccia al bestione - disse entusiasta Gilles. - Stai tranquilla, entro domani avrai il tuo trofeo sulla plancia dello Shark one!

13.
Sulla Paulonia l'attesa si stava facendo esasperante. Massimo e Mario iniziavano veramente a preoccuparsi,
era ormai l'una passata e di Laura e Rudy nessuna notizia.
Vedrai che tra poco arrivano, Massimo, saranno a spasso per Rapallo, non si saranno accorti dell'ora.... disse Mario.
Non  possibile,  successo qualcosa, perch non rispondono al cellulare? Suona libero, non hai sentito?. chiese Massimo.
Allora che facciamo, li andiamo a cercare? propose Mario.
Direi proprio di s, dobbiamo assolutamente trovarli, a meno che... si interruppe Massimo pensieroso.
Cosa vuoi dire, di che hai paura... chiese Mario.
S, ho paura che sia successo loro qualcosa di brutto! Devo ritrovare Laura, non capisci, mi sono innamorato di lei! esclam Massimo.
Scesero a terra Mario, Marco Picini e altri due ragazzi dell'equipaggio della Paulonia, mentre Massimo rest a bordo, nell'eventualit che Laura si facesse sentire. Arrivati a terra i tre si divisero per allargare il raggio della ricerca; Mario si diresse verso la zona del porto, mentre gli altri tre si divisero la parte est della citt.
Allora ragazzi, tra un'ora davanti al molo dei Primeri, comunque sempre cellulari accesi, se doveste trovare qualche cosa chiamate immediatamente disse Mario.

14.
Laura e Rudy, dopo circa venti minuti di viaggio tortuoso, sicuramente per far perdere loro l'orientamento, vennero scaricati di fronte a un casolare isolato. Una volta dentro, li slegarono e li liberarono delle bende-
Appena libero, Rudy cerc di assalire il carceriere, ma questi gli punt al viso una pistola:
Non fare l'eroe, ragazzo, sappi che non saresti
il primo che faccio fuori con questo cannone.
Carogna... sei una lurida carogna! - gli url in faccia Rudy. - Metti gi quella pistola e sistemiamo la faccenda a mani nude, ti faccio passare la voglia di fare il duro!
Il carceriere gli sferr un poderoso colpo con il calcio della pistola alla bocca dello stomaco, mandandolo a sbattere contro una scaffalatura piena di attrezzi, che gli cadde addosso, colpendolo pesantemente alla testa.
- Rudy, Rudy, come stai? url Laura cercando di rianimare l'amico.
Tu stai al tuo posto, piccola - l'apostrof il carceriere, allontanandola dal ragazzo con uno spintone - non cercate di fare i furbi con noi o finirete veramente male. Adesso state qui buoni e non vi faremo del male -disse l'altro uomo, che fino a quel momento si era tenuto in disparte. - Noi ce ne andiamo, non cercate di uscire n di farvi sentire facendo rumore, le pareti sono insonorizzate.
Li lasciarono in quel locale semibuio, spoglio e senza servizi igienici. Io devo fare la pip - disse Laura, - come facciamo? Non ti preoccupare, tra poco saremo fuori di qui, non c' problema, o dalla porta o da una finestra ti far uscire! E comunque ho lasciato un messaggio per i Nostri amici! cerc di rincuorarla Rudy. I Un messaggio? Come hai detto? chiese Laura stupita. Non ti preoccupare, ho solo cercato di far avere nostre notizie a Mario e agli altri, tramite il mio telefono! spieg Rudy.
Si misero allora a cercare una via d'uscita, ma scoprirono che la porta dalla quale erano entrati era blindata, e le finestre, oltre a essere ermeticamente chiuse, avevano un'inferriata molto resistente. Laura, presa dallo sconforto, inizi a piangere. Non usciremo mai di qui, sappiamo chi sono, ci uccideranno disse disperata.
Non fare cos Laura! - la incoraggi Rudy. -Dobbiamo stare allerta, dobbiamo trovare una via d'uscita, aiutami a cercare qualche cosa per aprire le finestre e tranciare quelle sbarre.

15.
Mario si aggirava tra le banchine del porto, convinto di ritrovare Laura e Rudy su una barca pronta a mollare gli ormeggi. Scrut all'interno di ogni imbarcazione sulla quale notasse movimento o luci accese, ma dei due amici nessuna traccia. Accorgendosi che mancavano poco pi di dieci minuti all'appuntamento, usc dal porto imboccando corso Colombo all'altezza del ponte di Annibale, sperando di scoprire un indizio. Attravers il Boate all'altezza di corso Matteotti, giungendo cos di fronte al Duomo in piazza Cavour. Arrivato al molo in passeggiata in perfetto orario, vi trov solo Paolo e Marco, appoggiati alla balaustra che dava sul mare.
Che fine ha fatto Luciano? chiese.
Non lo so Mario, siamo appena arrivati, e non abbiamo trovato nessuno! rispose Marco.
Nemmeno io, ho paura che non li ritroveremo facilmente disse Mario.
Mario, Marco... eccomi! Era Luciano, trafelato, che li stava raggiungendo.
Lucio, dov'eri finito? chiesero.
Davanti a quel teatro in fondo al lungomare... ho trovato questo! spieg agitato.
Ma... ma questo  il cellulare di Rudy, ecco perch non rispondevano, l'ha perso! esclam Mario.
Non l'ha perso, guarda! sugger Luciano.
Sul display dell'MT30 compariva una piccola busta lampeggiante, che indicava la presenza di un messaggio.
Visualizza quel messaggio, presto! url Mario.
Luciano ag sul mouse del telefonino ed ecco il messaggio lasciato loro da Rudy: "Killrrapisacimi".
- Che vuol dire? - chiese Paolo. - Non capisco il messaggio.
Kill fa sicuramente riferimento agli scagnozzi di Readfeather, rapi credo voglia dire che li hanno rapiti; sacimi che non capisco... rispose Picini.
Potrebbe voler dire che sanno tutto di noi, forse hanno messo delle microspie, sai quelle che chiamano cimici, magari sulla Paulonia! disse Luciano.
Potrebbe, ma non credo. Credo che Rudy in quel momento volesse dirci dove li stavano portando, sempre che lo sapesse. Potrebbe... s potrebbe voler dire cimitero... dobbiamo cercarli vicino al cimitero! esclam Mario.
Paolo, avverti immediatamente Massimo! - ordin Mario. - Deve venire a terra con almeno altri cinque, sei uomini, digli anche di portare delle armi, dobbiamo organizzare la ricerca vicino al cimitero... ma, Marco, di quale cimitero stiamo parlando?
Ah, questo proprio non lo so! concluse sconsolato Marco.

16.
Laura e Rudy erano alla ricerca di un attrezzo che Potesse aiutarli a divellere le sbarre alle finestre, ma non trovarono nulla che facesse al caso loro.
Con tutti questi attrezzi non riesci a sfondare una finestra? chiese ironica Laura che, nel frattempo, si era riPresa dallo shock.
Ragazza mia, non  tanto la finestra che mi preoccupa, quanto l'inferriata all'esterno. Se rompo il vetro e non usciamo da qui immediatamente, ci saranno subito addosso rispose Rudy.
Ma non  necessario sfondare il vetro, possiamo provare ad aprire la serratura, cos tu potrai sradicare quelle maledette sbarre!
Tu prova, intanto io continuo a cercare qualcosa per le sbarre! disse Rudy.
Laura si arm di qualche piccola lima e di cacciaviti trovati tra gli scaffali caduti e inizi ad armeggiare sulla serratura della finestra pi lontana dalla porta dalla quale erano usciti i loro carcerieri.
Forse ho trovato! - esclam Rudy, - con questi morsetti da falegname potrei provare a piegare una sbarra, fino ad allargare il passaggio! Tu come sei messa con la serratura? chiese a Laura.
Forse... forse ce l'ho fatta, ma  veramente rognosa, dovrei riuscire a smontare tutto il blocchetto della serratura, ma non trovo il punto preciso per scardinarla! esclam Laura.
Ferma, ho sentito dei rumori, probabilmente stanno tornando, rimetti tutto a posto e fai la spaventata!
In effetti la porta si apr all'improvviso e fece la sua comparsa Alexis Readfeather.
Ecco la nostra piccola carogna italiana! - disse, rivolgendosi all'avversaria di sempre, - finalmente sei nelle mie mani, Laura Montini, e non sperare di cavartela a buon mercato!
Mi domandavo se per caso fossi migliorata, ma credo che tu sia l'isterica che conosco da anni esclam Laura. Fu interrotta da uno schiaffo in pieno viso.
Non ti permetto di rispondermi cos! - url Alexis. in fin dei conti quello che hai imparato sugli oceani lo devi a me e a mio padre, senza di noi saresti ancora una perfetta sconosciuta!
Meglio sconosciuta che assassina - rispose Laura pulendosi con la mano il sangue che lo schiaffo le aveva fatto colare dal naso, - tu e tuo padre siete la peggiore coppia di assassini che il mondo oceanografico abbia
mai conosciuto! Per voi esiste una sola regola: vincere, senza curarsi del fatto che la vostra vittoria causi la morte a migliaia di animali o, peggio ancora, agli uomini che tentano di mettervi i bastoni fra le ruote!
Quando si vuole ottenere qualche cosa bisogna mettere in preventivo qualche problema e, ovviamente, non ci si pu fermare di fronte a qualche vita da spezzare! rispose freddamente la Readfeather. Ora cosa fa, signora omicidi - si intromise Rudy, -pensa di ucciderci subito o aspetta ancora qualche oretta, che so, domattina a colazione o meglio ancora per pranzo?
Alexis allung il braccio per colpirlo, ma venne afferrata per il polso dalla possente stretta dell'atletico ragazzo, il quale la tir a s e, guardandola negli occhi, le disse:
Io non sono n un pesciolino n una ragazza indifesa. Quindi stammi alla larga!.
Per nulla impressionata dalle parole di Rudy, ma furibonda per la sua reazione, Alexis si avvicin alla porta e, voltandosi verso i due, li salut alla sua maniera:
Noi non ci vedremo mai pi, anzi voi non mi vedrete mai pi, io verr a ridere sui vostri cadaveri!.

17.
Massimo e sette altri componenti dell'equipaggio arrivarono a terra, tanto ormai la caccia a Jimmy era interrotta, era molto pi importante ritrovare Rudy e Laura. A bordo della Paulonia erano rimasti solo un marinaio e un tecnico radar per mantenere i contatti con i due Mini.
Mario, fammi vedere il messaggio che avete trovato -disse Massimo, - magari riesco a capire qualcosa di pi. Studi la scritta sul display del cellulare per qualche Minuto, e poi disse, euforico:
Ho capito!! Sacimi vuol dire il cimitero di S. Margherita!.
Si diressero immediatamente verso quel luogo, organizzando la ricerca.
Sicuramente saranno in qualche cascina isolata, dove nessuno li pu sentire - disse Massimo. - Dovremo battere tutta la zona attorno al cimitero, senza fare troppo rumore.
Io credo che li abbiano drogati, per evitare che si liberino o si facciano sentire - replic Mario, - e se fossero proprio all'interno del cimitero?
No, non credo. Penso piuttosto che siano in un garage o in un ricovero per attrezzi che in questa zona sono quasi tutti abbastanza isolati rispose Massimo.
Giunsero a S. Margherita intorno alle quattro del mattino, quando ormai poca gente si trovava lungo le strade del centro.
Arrivarono in prossimit del cimitero risalendo lungo via Centurione e il Rio Magistrato e, a qualche centinaio di metri di distanza, abbandonarono le macchine e si separarono in due gruppi, suddividendo la zona in settori per facilitare la ricerca. Massimo prese con s Paolo e si diresse verso la collina, controllando tutte le abitazioni, ma in nessuna di esse videro luci o movimenti sospetti.
Giunsero alla fine del muro di cinta del camposanto e fu l che Paolo vide una costruzione isolata, circondata da una recinzione in rete metallica, con in cima del filo spinato.
Strano, in questa zona  la prima casa che vedo con del filo spinato sulla rete. Andiamo a dare un'occhiata! sugger Massimo.
Si avvicinarono e videro, attraverso gli scuri accostati, delle luci accese.
Dobbiamo entrare, Paolo, vedi se riesci a tagliare la rete! decise Massimo.
Paolo ci riusc e, strisciando sul terreno, i due arrivarono sotto la finestra.
Massimo si alz in ginocchio e, lentamente, si avvicin al vetro della finestra.
All'interno vide Alexis Readfeather che stava tranquillamente dormendo nel suo lettuccio in compagnia di un amico.
Credo che questo sia il momento giusto per prenderli di sorpresa! Vieni con me! disse Massimo.
Si allontanarono, lasciando di vedetta Luciano, pronto ad avvertirli nel caso la Readfeather uscisse.
Dobbiamo approfittare dell'occasione - disse Mario, - per dobbiamo essere certi che non ci sia nessun altro dei loro scagnozzi in giro!
Paolo, fai un giro della casa, guarda in tutte le finestre e dicci se ci sono altri uomini dei Readfeather! gli chiese Massimo.
Massimo e Mario approntarono un piano molto
semplice: constatato che all'interno c'erano solo Alexis e il suo amico, avrebbero sfondato la porta e immobilizzato i due, per poi cercare Laura e Rudy.
Massimo, Mario, le finestre sul retro hanno tutte le inferriate, ho provato a guardare all'interno, ma  troppo buio. Deve trattarsi di quei vetri attraverso i quali si vede in una sola direzione disse Paolo al termine del suo giro d'ispezione.

18.
All'interno della prigione, Laura si stava adoperando per scassinare la serratura della finestra, mentre Rudy era accucciato accanto alla porta a fare la guardia.
Laura, vieni qui un attimo, sento degli strani rumori! disse Rudy.
Laura si avvicin alla porta blindata e, accostando
l'orecchio al pannello, ascolt quegli strani versi.
Sembrerebbe che qualcuno di l stia male disse la ragazza.
A me non sembra! rispose Rudy, voltandosi verso l'interno del locale.
Un momento, chi c' l fuori? chiese Rudy stupito.
Cosa dici? - chiese Laura. - Cosa hai visto?
Chi ho visto piuttosto! Sono certo che un attimo fa c'era qualcuno affacciato a quella finestra, illuminato dalla luna!
Sar stato l'altro tipo! rispose Laura.
Non credo che ci venga a spiare dalla finestra - disse ancora Rudy, - secondo me  qualche ragazzino della zona, dobbiamo ritrovarlo e fargli chiamare la polizia!
Si diresse verso le altre finestre, guardando fuori, ma del ragazzino nessuna traccia.
Preso dallo sconforto, si gett a capofitto sulla serratura della finestra, cercando disperatamente di aprirla.
Laura dobbiamo uscire per conto nostro. Non verr mai nessuno ad aiutarci! esclam sconsolato.

19.
All'esterno della prigione, Massimo e Mario stavano ripetendo per l'ennesima volta ai loro compagni le istruzioni per l'irruzione.
Allora tutto OK - disse Massimo, - Paolo e Marco sfondano la porta, noi entriamo e blocchiamo quei due. Tu, Luciano, stai all'esterno di guardia, nel caso arrivasse qualcuno. Dovremo essere velocissimi, non devono avere il tempo di riprendersi dalla sorpresa.
Ci muoviamo tra due minuti precisi, forza ragazzi! concluse Mario.
La Readfeather e il suo amico non ebbero il tempo di
rendersi conto di quello che stava accadendo. Nel giro di pochi secondi sentirono uno schianto provenire dalla porta d'ingresso, le luci si spensero improvvisamente e intravidero delle ombre schizzare all'interno del rifugio ad armi spianate.
In men che non si dica si ritrovarono immobilizzati, con il peso di due uomini che bloccava qualsiasi loro reazione.
Chi siete, che volete, liberatemi immediatamente! Mio padre ve la far pagare, carogne! - url Alexis. -Non avete idea dell'errore che state commettendo!
Cara Alexis, qui se c' qualcuno che rischia sei proprio tu! - le rispose Massimo. - Dove hai nascosto Laura e Rudy? continu, accendendo la luce.
Ma... voi... siete gli amici di quella maledetta Montini... gli animalisti! - disse Alexis, - questa volta  proprio finita.
Paolo, Marco, cercate le chiavi per aprire quella porta, ho il sospetto che di l troveremo i nostri amici disse Mario, con aria trionfante.
Mario, ci vogliono le chiavi,  una porta blindata! disse Paolo.
Miss Readfeather, le chiavi, prego... - chiese Mario alla rivale, - non fare la dura, sarebbe perfettamente inutile!
Al di l della porta blindata, Rudy tentava di scardinare la finestra, mentre Laura, accovacciata vicino alla porta, sentiva delle voci non meglio identificate.
Rudy,  arrivato qualcun altro, stanno parlando concitatamente disse, avvicinandosi all'amico.
Dobbiamo fare in fretta, potrebbero tornare qui da un momento all'altro! disse Rudy. Proprio in quel momento la porta della prigione si spalanc.
Massimo si precipit nella stanza urlando, abbracci prima l'amico e poi, molto pi a lungo, la ragazza della quale si era perdutamente innamorato.
Laura! Rudy! Vi abbiamo trovati! esclam al colmo della felicit.
Non potevano credere ai loro occhi: Mario e Massimo li avevano liberati e, meglio ancora, avevano catturato la perfida Alexis.
Laura, seppur riluttante, si stacc dal tenero abbraccio di Massimo e, avvicinandosi alla rivale, disse con tono di sfida:
Carissima Alexis, come sono contenta di rivederti. Avevo l'impressione che avessi intenzione di sbarazzarti di me, ma come puoi vedere, ora sono io a condurre le danze.
Poi, rivolgendosi ai loro salvatori, disse:
Ragazzi, non ho parole per ringraziarvi! Sono state solo poche ore di prigionia, ma credevo proprio che non ci saremmo pi rivisti. La signora qui presente aveva intenzione di ucciderci!.


LA CATTURA

1.
"...Dopo gli avvenimenti notturni e gli interrogatori svoltisi presso il comando della Polizia di Rapallo, Robert Readfeather, la figlia Alexis e i principali collaboratori dei due criminali sono stati trasferiti al carcere di massima sicurezza di Opera, in provincia di Milano.
La caccia allo squalo tigre, che imperversa nelle acque del Tigullio, ora  stata affidata, insieme a tutte le apparecchiature dei due americani, alla dottoressa Laura Montini, la quale era gi sulle tracce di Jimmy, cos  soprannominato il predone, per conto di Greenpeace. La Montini e i suoi collaboratori, tra i quali spicca la presenza di un eminente veterinario dell'acquario di Genova, il Dottor Fiocchi, avevano, e hanno
tuttora, l'obiettivo di catturarlo senza fargli del male, per poterlo reintegrare nel suo ambiente naturale. Maggiori particolari nella cronaca."
Cos il Secolo Diciannovesimo commentava in prima pagina l'avventura di Laura e dei suoi amici.
Il comandante della Protezione civile De Sanctis, d'accordo con il comandante della Guardia Costiera Ponzi e con il beneplacito del Ministero degli Interni, rappresentato dal sottosegretario Righi, aveva deciso di affidare la missione a Laura e ai suoi collaboratori, dandole carta bianca in merito a tutte le operazioni.
Laura e Massimo, il quale non aveva ancora avuto il coraggio n di ammettere la provenienza di Jimmy, n di confessare il proprio amore a Laura, si trovavano di fronte al porto di S. Margherita, sul ponte dello Shark One, il catamarano di Alexis, in contatto radio con i loro Mini e con gli Ipocraft del professor Readfeather, ora al comando di Rudy Pianaroli.
Mario Nesti invece si trovava con il fratello Carlo sull'elicottero degli americani, in volo sul golfo del Tigullio, alla ricerca di qualsiasi indizio utile per la ricerca.
Dobbiamo assolutamente riprendere il contatto -disse Laura, - non possiamo perdere tempo, Jimmy potrebbe anche decidere di allontanarsi da questa zona e allora sarebbero guai seri!
Non abbiamo nessuna notizia da Rudy, vero? chiese Massimo al tecnico radio, uno dei pochi assistenti di Readfeather rimasti sul catamarano.
No, dottore, l'ultima comunicazione dai batiscafi risale a trentacinque minuti fa rispose il ragazzo, i Prova a contattare l'elicottero, magari i Nesti hanno qualcosa da raccontarci... disse ancora Massimo, Prendendo Laura sottobraccio e allontanandosi dalla cabina, verso la prua.
Laura, io devo in qualche modo rivelare la verit alla polizia, non riesco pi a tenerla per me disse Massimo.
Aspetta, aspetta di aver catturato Jimmy, poi diremo tutta la verit. A quel punto non potranno pi farti del male, sarai comunque un eroe nazionale! rispose la ragazza.
Bell'eroe! Prima crea un mostro e poi lo cattura dopo che ha ucciso almeno quattro persone!
Dottore! Dottoressa! - li interruppe il tecnico radio, -Una comunicazione da Mini uno!
Speriamo che Rudy abbia buone notizie, non ce la faccio pi ad aspettare! comment Laura.

2.
Rudy era al comando del Mini uno, mentre Luciano, in perenne contatto radio con l'amico, aveva preso in consegna gli Ipo sequestrati agli americani.
Da qualche minuto vedeva sul monitor del sonar a strascico, recuperato dall'attrezzatura di Readfeather, un puntino lampeggiante a una certa distanza dalla prua, troppo distante per identificare con precisione cosa fosse.
Lo stava inseguendo a circa tre nodi di velocit, ma non riusciva ad avvicinarsi pi di tanto.
A un certo punto il fuggitivo devi improvvisamente a destra e Rudy, essendo ancora abbastanza lontano, tagli in diagonale, riuscendo cos a ridurre notevolmente la distanza.
Eccoti, maledetto, ti ho ritrovato finalmente! url appena si accorse, dai rilevatori di calore, che non poteva essere un branco, ma si trattava di un solo, grande essere vivente: Jimmy, appunto!
Chiam immediatamente gli altri batiscafi, in modo che convergessero nella zona.
Solo dopo aver organizzato i movimenti dei colleghi, cos da non perdere il contatto, chiam Laura sul catamarano, per darle latanto attesa notizia, Mini uno a Shark One, passo!
Avanti Mini uno, qui Shark One! rispose una voce sconosciuta.
Sono Rudy Pianaroli, voglio parlare direttamente con la dottoressa Montini!
Qualche attimo di attesa e poi sent la voce dell'amica:
Rudy, sono Laura, dimmi tutto!.
L'ho beccato! Sono al largo di Chiavari, in direzione ovest, Jimmy vi sta venendo incontro a tre nodi di velocit, sembra quasi che voglia salire sul catamarano per un drink!
Se lo senti, digli che abbiamo in fresco dell'ottimo gin e che siamo pronti a festeggiare con lui! fu la pronta risposta della ragazza.

3.
Laura prese immediatamente il cellulare e, digitato il numero di Mario, lo chiam per dargli la fantastica notizia.
Mario, sono io! Rudy ha rintracciato Jimmy a Chiavari. Ora lo sta inseguendo in direzione di Rapallo!
Diamo immediatamente la notizia alla Guardia Costiera, cos terranno la zona libera da curiosi e giornalisti! rispose Nesti.
Non mi era mai capitato di lavorare con l'appoggio delle autorit - disse Laura voltandosi verso Massimo, -devo dire che cos  molto pi semplice; non devi fare tutto di nascosto, anzi, sono loro stessi che tengono alla larga i curiosi!
Massimo sorrise e, avvicinandosi alla consolle della
strumentazione di bordo, controll il funzionamento del sistema Force-Feed incrociato, che consente di connettere tutte le apparecchiature in modo selettivo, collegandosi via modem a una base centrale, in questo caso sul motoscafo Prowidence.
Constatato che i collegamenti Telecom erano perfettamente attivi, inizi la procedura di interconnessione, per avere in tempo reale le informazioni dai Mini e dagli Ipo.
Tutti i terminali sono in rete - disse a Laura, -possiamo seguire anche noi le evoluzioni di Jimmy.
Certo che senza tutte queste apparecchiature non sarebbe stato semplice, avremmo avuto sicuramente delle difficolt maggiori nella ricerca - comment Laura, -non credi?
Certamente, ma mi sembra che ce le siamo meritate, d'altronde i Readfeather le utilizzavano pi per seguire le nostre mosse che non per la caccia dello squalo! rispose Massimo.
Guarda, Massimo, Mini uno si trova a pochi metri da Jimmy e sono sempre pi vicini a noi - esclam la Montini avvicinandosi allo schermo. - Dobbiamo prepararci a scendere in acqua con il maiale per la cattura!
Avevano infatti deciso di calare i gabbioni per avere una visione diretta della situazione e di inseguire Jimmy con il veloce e versatile mezzo subacqueo trovato nella stiva del catamarano, in modo da poterlo colpire con i dardi narcotizzanti e poi trainarlo fino a un punto in cui fosse possibile sollevarlo.
Poi l'avrebbero trasportato, all'interno di una apposita imbarcazione che avevano acquistato nel porto di Genova e successivamente trasformato in una vasca, che si trovava al traino della Paulonia, pronta ad accostare non appena fosse necessario.

4.
I tre gabbioni, calati dalla Paulonia non appena arrivato l'ordine di Laura e Massimo, erano sospesi a mezzo mare tramite dei palloni gonfiati a elio, che si contrapponevano alla trazione verso il fondo grazie alle zavorre in piombo, agganciate alla griglia inferiore degli stessi gabbioni.
In uno di questi si trovava Carlo Nesti, alle prese con quattro videocamere assicurate alle griglie laterali e puntate in tutte le direzioni, pronto a riprendere ogni fase della cattura.
A breve distanza, anche Mario godeva della fantastica vista offertagli dal mondo sottomarino, attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica dotata di grandangolo e pellicola ultrasensibile.
Nel terzo gabbione si trovava Picini, armato di un fucile caricato con dei piccoli missili acqua-acqua, da utilizzarsi solo nel caso le cose non andassero come previsto, dato che avrebbero ucciso Jimmy.
Massimo era alla guida del maiale.
Laura, seduta dietro di lui, portava sulle spalle una specie di faretra con all'interno una decina di Dart-x e, agganciato allo scafo, un fucile subacqueo ad aria compressa di grande precisione, al quale era stata raddoppiata la potenza propulsiva per riuscire a penetrare la spessa epidermide dello squalo. Tutti erano collegati fra loro e con il catamarano tramite una radio a onde ultra-corte ed erano in attesa che Rudy annunciasse l'arrivo della loro preda.
Mario, Carlo, tutto OK? chiese Laura.
Tutto OK! risposero in coro i fratelli, trepidanti nell'attesa.
Shark One, comunicazioni dai Mini? chiese ancora la dottoressa.
Rudy ha appena avvisato che si trovano a quattro miglia, tempo stimato per l'arrivo circa tre minuti! rispose Paolo dalla sala radio dell'imbarcazione.
Allora tutti pronti all'azione! Shark, mollate l'esca! ordin la Montini.
Si trattava di un segnalatore a ultrasuoni, tarato sulla lunghezza d'onda captata dagli squali, che avrebbe dovuto attirare Jimmy all'interno della zona coperta dalle telecamere e, soprattutto, a portata di tiro per i Dart-x.
OK Laura, esca in acqua! rispose Paolo.
La tensione era palpabile; tutti rimasero in religioso silenzio per pi dei due minuti stimati per l'arrivo di Jimmy e a un certo punto la radio crepit:
Eccolo! Eccolo! esclamarono.
Massimo, parti al minimo, stai al riparo dei gabbioni -disse Laura, - Mario e Carlo, iniziate le riprese!
La sagoma nera e immensa di Jimmy si stagli nettissima in contrasto al chiarore dell'acqua nella splendida giornata estiva e i due fratelli ringraziarono infinitamente le grate in ferro ad altissima resistenza che li proteggevano dall'attacco di un tale bestione. Infatti, lo squalo tigre, infastidito probabilmente dalla loro presenza, si gett all'attacco del gabbione con all'interno Mario, al quale sembr di essere investito da un treno in corsa. Jimmy inizi ad addentare le maglie della grata con una ferocia tale che Mario temette che la protezione non sarebbe stata sufficiente.
Carlo riprese tutto quanto, compreso il fratello che, preso dal terrore, si rannicchiava nell'angolo pi lontano dall'attacco del predone, il quale, senza nessun preavviso di sorta, capt il richiamo dell'esca e, lasciando le maglie del gabbione, si diresse velocissimo lungo la scia.
Ecco il nostro momento, Massimo, inseguilo! esclam Laura, eccitata dalla caccia.
Massimo, che fino a quel momento aveva tenuto il maiale al minimo, solo per contrastare la forza della corrente, aument leggermente il gas, muovendosi appena verso lo squalo, aspettando di capire che tattica adottare per l'inseguimento.
Quando vide che l'esca girava quasi in tondo tra i gabbioni e le postazioni prese dai Mini, che nel frattempo erano arrivati tutti e tre nella zona, aument la velocit e si port a poche decine di metri dalla coda dello squalo.
Non so se avvicinarmi di pi, Laura, non vorrei che Jimmy cambiasse idea e scegliesse noi due come prossimo pasto! disse, tra il serio e il faceto.
Portati a venti metri, provo a vedere se il mio fucile riesce a colpirlo abbastanza a fondo per addormentarlo gli rispose la ragazza.
Massimo acceler leggermente e, arrivato alla distanza prefissata, si abbass dietro al cupolino del mezzo sottomarino, in modo da non disturbare il campo di tiro della collega.
Laura scocc una freccia nella camera di lancio del suo fucile e, prendendo accuratamente la mira sulla dorsale di Jimmy, fece fuoco.
Il proiettile pass a pochi centimetri dal dorso dell'animale, terminando la sua corsa sul fondo del mare.
Dobbiamo avvicinarci di pi! - grid Laura nell'interfono. - Cerca di tagliare leggermente a destra.
Massimo aument ulteriormente la velocit e, appena not una deviazione nel percorso dell'esca, tagli decisamente a destra e si ritrov a meno di dieci metri dal tigre, completamente esposto al tiro della ragazza.
OK Massimo, manovra perfetta! - disse ancora Laura. - Stavolta non posso sbagliare!
Prese la mira e, non appena il dardo usc dalla canna del fucile, fu certa di avere fatto centro.
Dovrebbe cedere nel giro di qualche minuto. Il sonnifero agisce sui centri nervosi, il primo effetto, e lo possiamo vedere, porta il soggetto a una sorta di pazzia momentanea, poi poco a poco, lo spinge in uno stato di catalessi, fino a renderlo del tutto inoffensivo nel giro di dieci minuti.
Furono i dieci minuti pi lunghi di tutta la loro esistenza, ma alla fine videro Jimmy crollare letteralmente sul fondo del mare, inerme.
Risalirono a bordo dello Shark One, lasciando un Mini di guardia.
Appena sul ponte Massimo si tolse la maschera e, stringendo Laura tra le braccia., le disse: Sei stata perfetta, amore mio!. Laura inizialmente non credette alle proprie orecchie poi, ripresasi dallo shock, baci Massimo e gli sussurr all'orecchio:
Ti amo, Massimo, ti amo come non ho mai amato nessuno!.
Siete stati eccezionali! - esord Mario appena risalito sul ponte, interrompendo il loro idillio. - Di una freddezza esemplare!
Gi, io non sarei riuscito a inseguirlo con tanta calma e precisione - prosegu il fratello Carlo, - sapendo che avrebbe potuto voltarsi e inseguire me, al posto dell'esca! Adesso per quanto tempo star immobilizzato? Abbiamo quarantotto ore di tempo. Ora dobbiamo preoccuparci di agganciarlo con le fasce e di trainarlo fin dove riusciremo a sollevarlo all'interno del vascone -disse Massimo, - il nostro compito non  ancora finito!
Ci pensiamo io e Marco - gli disse Luciano, - voi due riposatevi un poco, vi verremo a chiamare quando tutto sar a posto!
Laura e Massimo accettarono con piacere, visto che lo stress e la fatica stavano prendendo il sopravvento.

5.
Con il loro carico prezioso, lo Shark One e la Paulonia entrarono nel porto di Rapallo, festeggiati da una miriade di persone, accalcate su ogni roccia della massicciata.
All'attracco del catamarano un'ovazione accolse la discesa a terra del dottore e della dottoressa, ormai pi famosi e certamente pi benvoluti dei calciatori della nazionale, malamente usciti dalla competizione mondiale in Francia.
Appena liberati dall'abbraccio della folla festante, vennero accompagnati nella sede della Guardia Costiera, per stendere un preliminare di rapporto, in modo da informare Protezione Civile e Ministero degli Interni della riuscita dell'operazione.
Complimenti, ragazzi, siete stati eccezionali! - li accolse il comandante Ponzi. - Ora raccontatemi tutto! Sono troppo curioso di conoscere tutti i particolari della cattura, ma ora cosa avete intenzione di fare?
Laura e Massimo diedero tutte le informazioni in merito alla cattura, ma non si sbilanciarono pi di tanto in merito al futuro di Jimmy.
Ora vorremmo rientrare in albergo a riposare, comandante, poi ci metteremo in contatto con l'Acquario di Genova, del quale Massimo fa parte, e con le altre istituzioni. Quando avremo ottenuto assicurazioni che non verr fatto nulla di male a Jimmy, decideremo dove destinarlo concluse Laura.

6.
Laura si trovava nella camera di Massimo, il quale era al telefono in viva voce con il direttore dell'Acquario.
Le assicuro che si  trattato di una casualit e che nessuno di noi avrebbe potuto fare nulla per evitarla! ripet Massimo.
Ma una volta che ve ne siete accorti, lei e Picini, avreste dovuto avvertirmi immediatamente! Vi siete comportati come dei delinquenti! replic il direttore.
Non dica cos, signor direttore, lei non ha idea del rimorso che mi perseguita da quando i miei amici Nesti mi hanno dato la notizia che un tigre si aggirava per il Tigullio! rispose ancora Fiocchi.
Vorrei anche vedere! Mi sembra veramente il minimo che lei possa provare! esclam ancora il direttore.
A ogni modo quello che  fatto  fatto! - disse Massimo. - Io mi consegner spontaneamente alle autorit e pagher per le mie colpe, ma ora lei mi deve assicurare che Jimmy, lo squalo, verr tenuto in vita e studiato.
Su questo ha la mia parola, lo accoglieremo all'interno della nostra struttura. Le assicuro che nessuno far del male al suo, come si chiama... Jimmy! Non le posso allo stesso modo garantire che lei far parte della ricerca, dato che potrebbe anche finire in galera per quello che ha fatto!
Tutto dipende da lei, direttore! - si intromise Laura. -In fin dei conti Massimo ha partecipato attivamente alla ricerca e alla cattura dello squalo, penso che si sia ampiamente riabilitato, ha rischiato la vita per catturarlo!
Chi ? Chi ha parlato? chiese il direttore.
Sono Laura Montini - rispose la ragazza, - e non ho intenzione di lasciarla parlare ancora, non per sentirla dire che Massimo deve andare in galera!
Dottoressa Montini, ho come l'impressione che non me la farebbe passare liscia se denunciassi il suo amico Fiocchi, vero? chiese il direttore.
Assolutamente! Io e Massimo faremo parte, anzi per
meglio dire, dirigeremo l'quipe che studier il cambiamento di abitudini morfologiche di Jimmy! dichiar.
OK dottoressa, ha vinto lei! Non denuncer Fiocchi, a patto che tutte le ricerche siano a vantaggio esclusivo del mio acquario concluse il direttore.
Non c' nessun problema, basta che lei mi assuma come esperta in merito alle ricerche su Jimmy! disse ridendo Laura.
Andata anche questa, Laura! Benvenuta nella grande famiglia del nostro acquario! rispose il direttore.

7.
Genova, 12 06 1999.
Le ricerche erano concluse ormai da qualche mese, ma Massimo spesso passava intere giornate a contemplare Jimmy attraverso la spessa parete in cristallo che conteneva il mondo dello squalo.
Laura si recava meno spesso a trovare Jimmy, dato che era vicina alla scadenza del nono mese di gravidanza e non voleva affaticarsi troppo, vista anche l'infernale calura dei primi mesi estivi.
Laura e Massimo si erano sposati a settembre, non appena la dottoressa aveva scoperto di essere incinta e al loro matrimonio parteciparono tutti i componenti della spedizione dell'estate prima.
Nonostante le sue precarie condizioni di salute, Laura aveva contribuito a dimostrare come gli squali tigre potessero vivere anche in ambienti decisamente diversi dal loro, modificando i propri comportamenti e le proprie abitudini.
Jimmy ora viveva tranquillamente nelle vasche dell'acquario di Genova, godendo di una fama che non accennava ad attenuarsi, e aveva fatto la fortuna degli amministratori, attirando frotte di visitatori, affascinati
dall'avventura che il terribile predone aveva vissuto nei mari italiani. Addirittura nell'acquario  stata inaugurata una sezione apposita, nella quale si trova la vasca dove Jimmy vive e una sala cinematografica in cui vengono mandate in onda ininterrottamente sia le immagini della sua cattura che quelle registrate durante le successive analisi, e le pareti dei corridoi di questa sezione sono tuttora tappezzate dalle foto scattate da Mario durante la cattura, e quelle altamente particolareggiate effettuate nel corso delle ricerche scientifiche.
I tecnici della struttura genovese, come sempre guidati da Marco Picini, hanno studiato un nuovo metodo per il cambio dell'acqua, in modo che non sia possibile il ripetersi di quanto successo solo un anno prima.
Massimo era diventato il supervisore di tutto il servizio medico dell'acquario, vuoi grazie alla cattura di Jimmy, vuoi grazie all'attenzione dedicata alle ricerche successive, e sua moglie Laura era la sua consigliera preferita.
I fratelli Nesti erano tornati al proprio stabilimento, divenuto il pi ambito della costa ligure, e Mario non aveva assolutamente pi motivo di preoccuparsi per gli incassi.
I Readfeather erano stati rimpatriati e condannati a vent'anni di reclusione con l'accusa di rapimento e tentato omicidio plurimo, e scontavano tale pena svolgendo lavori socialmente utili presso vari laboratori scientifici della California.
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FINE.
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Block-notes.
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Greenpeace e A.L.F.
Greenpeace nasce nel 1971, in Canada, quando i membri del comitato canadese "Non Create un'Onda", proclamando il loro proposito di ricreare un mondo verde e pacifico, mutarono il loro nome in quello attuale. Si tratta, infatti, di un'organizzazione indipendente a livello mondiale che utilizza metodi non violenti per salvaguardare la vita del nostro pianeta e che oggi conta pi di 1300 persone operanti in trenta diversi paesi. Essendo totalmente indipendente dall'influenza politica e finanziaria di governi, essa sopravvive grazie all'autofinanziamento dei propri soci, ai contributi volontari di oltre 5 milioni di persone sparse in tutto il mondo ed alla vendita di materiale pubblicitario. Parte dei ricavi viene usata per migliorare le condizioni dei propri gruppi pi piccoli, parte ad ottenere informazioni a livello scientifico e a seguire direttamente in loco le operazioni pi importanti. Sono famose infatti le dimostrazioni pacifiste dei seguaci di Greenpeace in occasione dei recenti esperimenti nucleari nei pressi dell'atollo di Moruroa, nell'oceano Pacifico. Tutt'altro discorso a proposito di A.L.F.: si tratta di piccoli gruppi anonimi di attivisti i quali, pur andando spesso contro la legge, si prefiggono di liberare il maggior numero di animali da ogni genere di sopruso. Proprio per il carattere illegale di A.L.F., i suoi attivisti operano in piccoli gruppi, se non addirittura isolati, e non hanno una sede organizzativa. A supporto di A.L.F. sono nati vari gruppi che si occupano principalmente di aiutare legalmente gli attivisti catturati ed imprigionati, educare il pubblico alla necessit delle loro azioni e a raccogliere sottoscrizioni per sovvenzionarli. [Per informazioni suGreenpeacevd. M.Brown-J.May, La storia di Greenpeace, La Spiga, 1992].
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FINE.